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Viterbo - Presentato il protocollo nazionale per la sicurezza - Privati, negozi e istituzioni collegati in simultanea con questura e carabinieri

Il crimine in diretta con telecamere e telefonini

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Il questore Lorenzo Suraci con il responsabile nazionale di Securshop Alessandro Marchese

Il questore Lorenzo Suraci con il responsabile nazionale di Securshop Alessandro Marchese

La conferenza in questura per presentare il protocollo di sicurezza nazionale

La conferenza in questura per presentare il protocollo di sicurezza nazionale

Alessandro Marchese di Securshop mostra l'app per l'antiaggressione

Alessandro Marchese di Securshop mostra l’app per l’antiaggressione

Il capo di gabinetto Tiziana Cencioni, il maggiore Raffaele Gesmundo e Riccardo Bartoli

Il capo di gabinetto Tiziana Cencioni, il maggiore Raffaele Gesmundo e Riccardo Bartoli

Viterbo – (s.m.) – Una telecamera che si collega in contemporanea a questura e caserma, filmando in diretta la scena del crimine (fotocronaca  –  slide  –  video  –  video2).
E’ il protocollo che promette di rivoluzionare la sicurezza in città, grazie a sentinelle attive h24.

Basta una telecamera di sicurezza per inoltrare immediatamente un sos a polizia e carabinieri con tanto di immagini.

Il progetto, illustrato stamattina in questura, è già attivo su scala nazionale. L’anello di congiunzione tra le forze dell’ordine e chi chiede aiuto è Securshop, azienda specializzata nella sicurezza degli esercizi commerciali.

“Non è un grande fratello – rassicura Alessandro Marchese, responsabile Securshop -, perché non è un flusso continuo e ininterrotto di immagini alle forze dell’ordine. E non si tratta nemmeno di aggiungere ulteriori telecamere in città ma di collegare quelle già presenti, installate da Comune, privati e negozi, contemporaneamente con le sale operative di questura e carabinieri, che visualizzano l’immagine della scena del crimine nel momento stesso in cui accade”.

Una finestra che, di colpo, si apre sullo schermo dei pc delle forze dell’ordine per mostrare sul momento i rapinatori in azione, se sono armati e dove stanno scappando. “Il sistema, grazie all’immediatezza delle immagini, consente a noi operatori delle forze di polizia di renderci conto subito della gravità del crimine e di agire con le più adeguate modalità”, spiega il capo di gabinetto Tiziana Cencioni. Accanto a lei, il maggiore dei carabinieri Raffaele Gesmundo e Riccardo Bartoli, dell’ufficio volanti.

Al progetto, presentato a Roma a luglio, in vista del Giubileo, hanno aderito in soli tre mesi, centinaia di esercizi commerciali. Il protocollo è stato siglato tra ministero dell’Interno, prefetture e associazioni di categoria come Cna, Federfarma, Confartigianato, Confcommercio e Federazione italiana tabaccai (Fit), presenti all’incontro di stamattina con Ferruccio Polidori (Fit), Nazzareno Marilloen (Fit), Giuseppe Palaggi (Federfarma Viterbo) e Marco Colonna (Federfarma Viterbo).

Lanciato già nei primi anni Duemila, era impraticabile per i costi proibitivi. Ora promette di mettere in rete con le forze dell’ordine 102 province italiane, per un totale di 204 questure collegate.

I vantaggi? Tanti.
L’allarme immediato e simultaneo a polizia e carabinieri.
La possibilità di capire se si tratta o meno di un procurato allarme, anche grazie al filtro degli istituti di vigilanza, che controllano anche loro le immagini.
La mappatura della scena del crimine e dell’area circostante, per monitorare anche le vie di fuga.
L’ottimizzazione delle risorse, potendo subito inquadrare il livello di emergenza e la quantità di uomini da destinare sull’obiettivo.
La velocità dell’sos: immagini fredde che arrivano alle forze dell’ordine e non trasudano emozioni. Compreso il panico, un forte rallentatore dei soccorsi in situazioni di emergenza.
E poi, la varietà di usi. Dall’antifurto e antirapina in negozio o in casa, dove l’allarme è semiautomatico o manuale, all’antiaggressione: basta una semplice app per inoltrare l’allarme a caserma e questura.

Per il collegamento, garantisce Securshop, scelto dal ministero dell’Interno come partner tecnologico ufficiale. Basta fare richiesta sul sito dell’azienda. Il collegamento costa 12,50 euro al mese.  “Un prezzo irrisorio per un servizio che consente di aumentare qualità e velocità della risposta delle forze di polizia – spiega il questore Lorenzo Suraci -. La sicurezza, in ogni caso, non è mai una spesa, ma un investimento. Per noi è un potenziamento del collegamento già attivo con le telecamere del comune. Per Viterbo, la zona che ci premerebbe di più monitorare, anche grazie a questo sistema, è San Pellegrino, luogo deputato alla movida cittadina. Sono già una ventina a Viterbo i siti collegati con noi e i carabinieri tramite Securshop”. L’invito è rivolto a negozi, privati e istituzioni come il comune di Viterbo, con i suoi 33 occhi elettronici puntati sulla città.


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4 dicembre, 2015

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