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Sport - Calcio - Viterbese - Parla il patron Piero Camilli, che traccia un bilancio sul 2015 gialloblù

“Fino a qui bene, ma a maggio dobbiamo festeggiare”

di Samuele Sansonetti
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Sport - Calcio - Viterbese - Il patron Piero Camilli

Sport – Calcio – Viterbese – Il patron Piero Camilli

Sport - Calcio - Viterbese - Il patron Piero Camilli con Federico Nofri

Sport – Calcio – Viterbese – Il patron Piero Camilli con Federico Nofri

Sport - Calcio - Viterbese - L'allenamento della squadra

Sport – Calcio – Viterbese – L’allenamento della squadra

Sport - Calcio - Viterbese - Il patron Piero Camilli

Sport – Calcio – Viterbese – Il patron Piero Camilli

Viterbo – Piero Camilli racconta il 2015 gialloblù.

E’ stato un anno complesso, quello della Viterbese, ma nell’insieme più che buono.

Dodici mesi intensi, che il patron ha voluto ripercorrere durante la conferenza stampa andata in scena dopo l’allenamento pre-natalizio della squadra.

“Non sono il presidente ma suo padre – ha scherzato Camilli – quindi lo rappresento degnamente. Colgo l’occasione per augurare un sereno Natale a tutti, specialmente in un momento di crisi come questo“.

Dopo i saluti di rito, il calcio. Partendo dalla sconfitta subita domenica ad Arzachena.

Sono incazzato – ha raccontato il patron – e ho ancora un po’ di amaro in bocca. Sta bene perdere, ma buttare le partite non va. Innanzitutto per il rigore sbagliato da Bernardo che non è un rigorista e secondo poi per l’arbitro. In una partita in cui giocano due prime devi pensarci anche prima di ammonire, figuriamoci prima di dare un rosso diretto”.

La parentesi sugli arbitri è stata poi estesa all’intero 2015.

“L’anno scorso – ha ricordato il Comandante – abbiamo perso in casa due volte, contro il Cynthia e contro il San Cesareo. Entrambi gli arbitri sono stati segati, ma le due sconfitte ci hanno segato il campionato. Poi sullo scorso campionato è meglio stendere un velo pietoso per quello che è successo, ma questo non sia da giustificazione”.

La sconfitta di domenica non pregiudica un avvio di stagione fin qui buono, specialmente dopo l’arrivo del nuovo allenatore.

Nofri – ha spiegato Camilli – sta facendo bene così come la squadra. Finalmente abbiamo un’identità a differenza di quest’estate, quando i giocatori hanno fatto una vacanza. Sanderra credeva di far bene solo perché veniva dalla lega Pro ma non aveva capito che la serie D è anomala.

In questo campionato ci sono squadre forti, provenienti da città molto più grandi di quelle che ospitano la lega Pro. Sono convinto che con questa squadra faremmo bene anche in C”.

Capitolo mercato. Il Comandante è apparso soddisfatto, specialmente per i movimenti in entrata.

“E’ andato tutto come volevamo – ha ammesso il patron – e abbiamo preso tutti i giocatori che avevamo messo in agenda. Abbiamo ceduto quelli che ritenevamo opportuno mandar via e vi spiego anche il perché. Nohman e Romeo perché per fare punti devi segnare, Oggiano perché giocava da solo e Giannone perché con me ha capito male, qui comando io e non lui“.

Rispetto all’anno scorso la squadra è cambiata tantissimo, ma l’obiettivo di Camilli rimane sempre lo stesso.

Come organico siamo la squadra piu forte – ha spiegato il patron – e questa cosa va sfruttata al meglio. Rispetto all’anno scorso il girone è più competitivo ma non temo nessuno, ho paura solo di noi stessi”.

Poi, una breve parentesi sulle dirette concorrenti, con una “frecciatina” rivolta verso Grosseto.

“Mi meraviglia soprattutto il Rieti – ha concluso Camilli – perché a fine estate erano ancora senza portiere e mi hanno chiesto Zonfrilli. Adesso sono primi, hanno trovato la giusta alchimia e anche un po di fortuna. Il Grosseto sta perdendo punti e continuerà a perderli, il merchandise lo fa la Roma, non una squadra di serie D“.

Prima di congedarsi per parlare alla squadra, una battuta finale sulla vittoria del campionato.

Dobbiamo festeggiare a maggio – ha scherzato Camilli – poi se non sarà così mi ritirerò dal calcio. Cavolo, sarà ora di vincerla questa serie D!”.

Samuele Sansonetti


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23 dicembre, 2015

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