Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--
Caffeina-Stagione-Teatrale-580x60
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

E' solo satira - Paralipomeni della batracomiomachia - Della famosa invasione dei "nanetti rossi communisti" a Viterbo

Una vita da Fioroni…

di Miyamoto Musashi

Condividi la notizia:

Giuseppe Fioroni

Giuseppe Fioroni quando avvista un “nanetto rosso communista” 

Giuseppe Fioroni

Giuseppe Fioroni scruta il suo interlocutore e sospetta che sia “communista” 

Giuseppe Fioroni

Giuseppe Fioroni guarda Troili che gli spiega di non essere mai stato “communista” 

Giuseppe Fioroni

Giuseppe Fioroni non appena vede cadere mezzo morto un “nanetto rosso communista” 

Viterbo -“Questi nanetti rossi communisti. Communisti. Communisti. Communisti”. Sono le 4 di mattina il buon Giuseppe Fioroni dorme in un letto di un posto d’Italia che neppure lui si ricorda. Dopo un comizietto, s’è ritirato in albergo. E nel sonno parla e si lamenta. Nel sogno li vede sono lì… sono proprio lì… i “nanetti rossi communisti“. I comunisti sono l’ossessione di Fioroni, ma i “nanetti rossi e communisti” sono il suo incubo quotidiano. Li vede dappertutto. Sul letto, sotto il letto, in macchina, sulla strada… “Nanetti rossi e communisti schifosi…”, rantola mentre tenta di girarsi nel letto.

La notte passa tra un incubo e l’altro. E’ dura essere Fioroni, quando sei l’unico cattolico, occidentale, bianco, democristiano in un mondo di schifosi nanetti rossi comunisti. E’ dura essere Fioroni quando quegli schifosi piccoli mostri ti circondano, ti vezzeggiano, ti insultano, ti danneggiano, ti creano mille problemi. Tutti i santi giorni che dio manda. In ogni posto tu vada. E’ dura essere Fioroni.

Drin, drin, drin…

Sono le 5, la sveglia esplode e strilla come una gallina alla quale si tira il collo.

Fioroni è straziato dagli squilli. Infila la testa sotto al cuscino, disperato. Nel dormiveglia pensa: “Questi sporchi communisti, mi hanno rinchiuso in questo sporco gulag in Siberia e non contenti mi dilaniano con questa sporca tortura”. Pensa che è guerra fredda. Pensa di essere in Unione sovietica. Pensa che quegli sporchi comunisti vogliano intaccare la sua splendida mente cattolico democratica. L’ultimo baluardo contro l’ideologia totalitaria che sta conquistando il Mondo. Ma non lui. Lui resiste. Lui li vede gli sporchi nanetti comunisti.

Drin, drin, drin… La sveglia starnazza ancora. Fioroni si rigira e poi si alza con grande fatica. Va in bagno si guarda allo specchio appannato e con le mani pulisce  la parte centrale …

“Sono proprio Fioroni… Azz… anche per oggi non si vola”, esclama come ogni mattina. Alzarsi e scoprire di essere Giuseppe Fioroni deve essere difficile. Ogni giorno che dio manda, essere Fioroni deve essere pesante. Ma Fioroni ha la pelle dura e inizia a vestirsi. Calzoni democraticocristiani, camicia democraticocristiana, cravatta democraticocristiana, giacca democraticocristiana. “Sì, così va bene – si ripete sottovoce -. Se dovessi incontrare uno sporco nanetto rosso communista, capirà subito con chi ha a che fare”.

Dopo aver recitato la consueta preghiera al Divino Giulio, conclude con la solita esortazione: “Giulio nostro gagliardo e tosto liberaci dai nanetti rossi communisti!”.

Una volta uscito dall’albergo monta sulla macchina blu con autista. Torna a Viterbo. C’è la crisi al comune. Sulla Cassia l’auto prende una buca. Si ferma. L’autista scende e riferisce: “Onorevole, s’è spaccato il cerchione. Devo cambiare la ruota”.

E Fioroni di getto: “Colpa dei nanetti rossi communisti dell’Anas. Lo fanno apposta. Come sanno che vado a Viterbo, i nanetti rossi si fiondano sulla Cassia e scavano delle buche per fermarmi… Sporchi communisti”. L’autista non riesce a mordersi la lingua e gli scappa: “Ma no, guardi onorevole, la Cassia è proprio un colabrodo e al governo e alla regione ci siete voi del Pd…”.  Poi si accorge della gaffe: “No scusi, mi perdoni… Sono quegli sporchi nanetti rossi communisti. E’ vero. Li ho visti. Erano lì con barba, piccone, vestiti di rosso e gridavano:  “Fioroni, Fioroni ciai rotto li coj…”. Beh, una cosa del genere. Questi sporchi communisti”.

Salvo per un pelo. Mai contraddire Fioroni sulla questione dei “nanetti rossi communisti”. Si incazza come un ex democristiano.

E poi c’è la prova provata: la crisi al comune di Viterbo.

Certi sporchi “nanetti rossi communisti” hanno stilato un editto con cui si pone fine alla giunta Michelini. Giunta che Fioroni ha curato come fosse sua figlia. Con amore ed affetto fin nei minimi dettagli, assessore per assessore. Provvedimento per provvedimento. E ora certi “sporchi nanetti rossi communisti” cercano di rompergli il giocattolo.

Comunisti trinariciuti tipo Arduino Troili. “Pensate – spiega agli amici Fioroni -, era nell’esecutivo. Dico “esecutivo”. Della… Uil. Nota centrale internazionale di nanetti rossi communisti”. La parola “esecutivo” deve suscitare pensieri da tregenda in Fioroni, chissà perché…

E poi c’è quel Francesco Serra. Altro che Troili.

“Suo padre – racconta Fioroni ai suoi amici annichiliti e terrorizzati – era SO – CIA- LI – STA. E ho detto tutto”. Insomma gente terribile capace perfino di voler mettere in campo qualche riforma. Qualcuno di questi terribili personaggi si vocifera che voglia perfino “governare risolvendo i problemi dei cittadini”. Incredibile. Solo a dei comunisti patentati può venire in mente una sciocchezza del genere.

“Vogliono – continua sempre nelle segrete stanze Fioroni -, mi dicono, “cambiare verso”. Vogliono tagliare col passato. So’ renziani. Ma loro stanno con Matteo Renzi davvero. Mica come noi…”.

Alla riunione ufficiale per gli auguri di Natale, Fioroni si lancia in una complessa e dettagliata analisi della crisi. Una cosa da grande analista politico e da fine pensatore.

“La corpa – declama di fronte ai suoi adepti – è de li communisti (applausi, ndr). Dei nanetti communisti rossi  (applausi, ndr). Chi so’ li comunisti rossi? So tutti quelli che non stanno con Michelini. E poi c’è quello sporco commmunista de Galeotti con tre “m”(applausi, ndr)”. Insomma, una analisi politica che neppure Berlusconi fa più. Raffinata. Sottile. Arguta.

Anche la sera di Natale, sembra che i nanetti rossi comunisti abbiano portato un attacco all’ex ministro. Sembra che non appena un corpulento vecchiaccio con la barba bianca e vestito di rosso è entrato nella villa di San Martino, Fioroni abbia chiamato il 113: “Un ciccione communista è entrato in casa. Lo abbiamo bloccato. Dice di chiamarsi Babbo di nome e Natale di cognome. Correte che lo teniamo fermo!”.

Dura. Durissima la vita da Fioroni…

Miyamoto Musashi


Condividi la notizia:
28 dicembre, 2015

    • Altri articoli

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR