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Viterbo - Violenza sessuale - Respinto l'appello del medico al Riesame per essere reintegrato alla Asl - La procura vuole il processo subito

Avances alle pazienti, l’oculista non torna al lavoro

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Il pm Paola Conti

Il pm Paola Conti, titolare delle indagini 

Viterbo – Resterà sospeso dal lavoro l’oculista 64enne della asl di Viterbo indagato per violenza sessuale su almeno cinque pazienti.

Il tribunale del Riesame ha respinto l’appello della difesa contro l’interdizione inflitta dal gip Francesco Rigato, su richiesta della procura.

L’interdizione è una misura cautelare a tutti gli effetti, come un arresto, ma più leggera: consiste in un allontanamento temporaneo dal posto di lavoro. Un provvedimento necessario per l’autorità giudiziaria, che ha ravvisato il pericolo di reiterazione del reato, quindi di possibili nuove avances su altre pazienti.

La squadra mobile di Fabio Zampaglione ha indagato per mesi prima di inviare alla procura l’informativa che ha fatto scattare a novembre la sospensione del medico.

Il pm Paola Conti, titolare delle indagini, va dritta al punto. Forte degli indizi raccolti e della pronuncia del Riesame, ha chiesto il giudizio immediato: processo subito senza udienza preliminare. Il gip deciderà e, nel caso, fisserà l’udienza.

Era stata la direzione sanitaria della asl a segnalare i “comportamenti anomali” dell’oculista alla polizia: gli agenti della sezione specializzata in reati sessuali ha chiamato una a una le pazienti che avrebbero ricevuto avances durante le visite.

Dai loro racconti sarebbe emerso che il medico lasciava prima trasparire le sue intenzioni usando un linguaggio estremamente confidenziale, poi baciava la paziente e, infine, allungava le mani e alzava le gonne. In qualche caso sarebbe riuscito anche a calare gli slip alla vittima.

Per gli inquirenti è violenza sessuale aggravata dalla posizione del medico: un incaricato di pubblico servizio nell’esercizio delle sue funzioni che, proprio indossando quel camice e rivestendo quel ruolo, era nella condizione di approfittare della vulnerabilità delle pazienti, prese alla sprovvista e preoccupate per problemi di salute.

Non è la prima volta che il medico si ritrova al centro di simili sospetti: nel 2012 aveva subìto una sospensione amministrativa dopo la segnalazione di una paziente, ma non era stata sporta una formale denuncia alle forze dell’€™ordine. Risultato: nessun procedimento penale e solo un breve periodo lontano dal posto di lavoro dove poi è tornato e dove avrebbe continuato le sue molestie.


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26 gennaio, 2016

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