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Chiesto il rinvio a giudizio per Antonio Ingroia

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L'avvocato dei Manca Antonio Ingroia [3]

L’avvocato Antonio Ingroia

Il pm Renzo Petroselli [4]

Il pm Renzo Petroselli

Attilio Manca, l'urologo trovato morto nel 2004 [5]

Attilio Manca, l’urologo trovato morto nel 2004 

Viterbo – Antonio Ingroia aspetta l’udienza preliminare.

La procura di Viterbo ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex sostituto procuratore di Palermo, oggi avvocato.

Il pm Renzo Petroselli ha iscritto Ingroia nel registro degli indagati per calunnia, per alcune esternazioni di Ingroia come avvocato di parte civile della famiglia di Attilio Manca all’udienza preliminare. L’ex toga parlò di “prove manomesse e falsificate”, in relazione a un verbale dell’ex capo della squadra mobile di Viterbo Salvatore Gava. 

E’ uno dei tanti rivoli del caso Manca, il medico siciliano, in servizio a Belcolle, trovato morto nel 2004 nella sua casa a Viterbo.

Un delitto di mafia, per i familiari del giovane urologo, ‘mascherato’ da overdose da eroina. Tesi che gli inquirenti viterbesi non hanno riscontrato, così come la Direzione distrettuale antimafia di Messina, cui il fascicolo sarebbe arrivato anni fa per competenza.

Il processo, attualmente, va avanti per spaccio di droga a carico di Monica Mileti, la presunta pusher romana che avrebbe ceduto a Manca la dose letale di eroina. L’altro reato più grave di omicidio a seguito di cessione di droga è stato dichiarato prescritto già in sede di rinvio a giudizio. Proprio per questo i Manca sono stati esclusi dal processo come parte civile.

Il verbale dell’ex capo della squadra mobile viterbese Salvatore Gava riguardava i turni di Manca a Belcolle. Nel documento, scoperto da “Chi l’ha visto”, è scritto che Manca era di turno all’ospedale nei giorni dell’operazione di Provenzano alla prostata in Francia. Il periodo considerato va dal 22 ottobre al 4 novembre 2003. Ma dai fogli di presenza di Belcolle risulterebbe che il medico non era a lavoro né il 25, né il 26 ottobre e che il 30 aveva staccato prima del solito.

Secondo Ingroia, Manca si sarebbe assentato anche in altre date. Per esempio per quasi tutti i mesi di luglio e novembre 2003. Periodi ipoteticamente sovrapponibili a quelli in cui il capo della mafia Bernardo Provenzano si trovava in Costa Azzurra per l’intervento alla prostata. “Non dico che questa è la prova che Manca ha operato Provenzano. Dico solo che questa informativa non corrisponde al vero, perché non è vero che Manca era continuativamente in servizio nei giorni del ricovero del boss”, dichiarò [6] Ingroia all’indomani dell’apertura del fascicolo per calunnia.

L’inchiesta è chiusa da mesi.
Convocato in procura a dicembre dell’anno scorso, Ingroia disse di aver chiesto a Petroselli come gli era “venuto in mente di fare un atto così abnorme di violazione del diritto di difesa dell’indagato”. Se era “stata un’idea sua” o se c’era “qualche suggeritore dietro le quinte”. Per Ingroia, la procura di Viterbo, ha completamente perso di vista la priorità investigativa del caso Manca: “Cercassero i suoi assassini, invece di indagare me” [7].


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