--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

E' solo satira - Paralipomeni della batracomiomachia - Una vita tra incubi, amnesie e autentiche amicizie

Fioroni a tu per tu col Padreterno…

di Lupo Solitario
Condividi la notizia:

Giuseppe Fioroni quando avvista un nanetto rosso communista

Giuseppe Fioroni al risveglio dopo un incubo notturno

Giuseppe Fioroni

Giuseppe Fioroni scruta uno che si presenta come “Il Padreterno”

Giuseppe Fioroni

Giuseppe Fioroni comincia a pensare che il Padreterno sia comunista

Giuseppe Fioroni

Giuseppe Fioroni al risveglio quando capisce che il Padreterno lo aveva incontrato solo in uno dei suoi incubi notturni

Giuseppe Fioroni e Carlo Galeotti

Giuseppe Fioroni guarda Carlo Galeotti. La barba, i capelli lunghi, nella mente dell’ex ministro sorge un sospetto, intravede una somiglianza. E chiede: “Ma tu ‘sta notte dov’eri?” 

Viterbo – “Non sono stato io! Non sono stato io! No, no, no… Non sono stato io!”. Sbraita. Bofonchia. Strepita. Rantola. Si difende. Giura. Rigiura. Giura di non conoscere neppure Michelini.

Ma nella sua stanzetta d’albergo una luce nella notte sentenzia: “Fioroni, Fioroni… Io sono il Padreterno, so tutto, confessa! Tu hai voluto la giunta Michelini”. La voce cavernosa non lascia ben sperare quando irrompe nel buio.

Peppino:”Sì, mo tu sei er Padreterno. Ma come, s’eravamo inventata ‘sta storiella pe’ quei quattro creduloni. La storia era divertente e poi se raccoglievano un sacco de voti. Bastava de fa’ finta de sta’ a senti’ er Vaticano. La Cei. Cose serie. Robba da fatte elegge ar parlamento. Robba seria mica come ‘sto papa. Come se chiama? Ah sì Francesco. E poi chi sarà ‘sto Francesco? Sarà pe’ Francesco De Gregori o Francesco Cossiga. Va a sape’. Questo papa noi cattolici romani nemmeno lo consideramo. Veste de bianco ma è un communista. Sempre co’ ‘sti poveri. Sempre co’ ‘sti poveri… Sempre co’ ‘ste macchinette. Non dorme nemmeno in Vaticano. E poi basta guarda’ come se veste. Du’ straccetti. Mai un paramento d’oro. Co ‘sta borsa poi… Mai visto un papa vero che va in giro co’ la borsa – il pensiero torna al Padreterno -. Mo tu me dici che esisti davvero. Beh sarà… Comunque chiunque tu sia io non conosco nessun Michewlini o Nichelini. Vedi – fa lo sguardo furbetto – non so neppure come se chiama”.

Un’astuzia tipica dei vecchi andreottiani. Mai confessare.

Dio:”Eppure a mi risulta che tu hai voluto Michelini sindaco. Una certa Raffaella Saraconi assessora. E poi Alvaro Ricci. Non mentire, nella giunta Michelini ci hai schiaffato anche la tua segretaria di Viterbo. Sì. La Lisetta. La Lisetta Ciambella. Confessa! Sei tu che hai voluto incasina’ quel povero Michelini. Tu hai voluto questa giunta dadaista”.

Peppino si rigira nel letto, sussurra nel dormiveglia: “No Michewlini. Miclini. No. No. Giuro no. Lis… Lisetta… No. Non so chi so’ ‘sti tizi. Giuro. Mai visti. Come ha detto? Sara… Saracone. Ma n’è ‘n pesce? Mai sentiti. E poi ‘sto Arvaro. Boh. A sì, Corrado Arvaro deve esse un grande scrittore. Quello sì lo conosco me l’ha nominato ‘na vorta la mi moglie. In casa è quella che legge”.

Dio:”Ma sei proprio bugiardo come un democristiano!”. Peppino guarda di traverso il Padreterno e il dubbio si insinua nella sua mente. Tentenna. Vuol essere prudente. Ha paura. Ma poi sbotta e mugola tentando di non farsi sentire. “Ma ‘n sarà che pure er Padreterno è communista?”.

Peppino sconvolto dai suoi incubi, si gira e rigira nel letto. Il pigiama è impregnato di sudore. Il lenzuolo è tutto intorcinato. Sente caldo. E smania. E’ senza fiato. Rantola parole sconnesse. “Mic… no. Lui… sì. Boh. Lisetta. Non  segretaria… Arvaro. Er pescano. Er pesce no…”.

Drin. Drin Drin.

“Az… era solo un sogno. Un incubo” esclama Fioroni. E poi felice esulta: “Il Padreterno non c’è più… Il Padreterno non c’è più… E vai, il Padreterno non c’è più”. Peppino si asciuga la fronte perlata dal sudore e guarda la sveglia con riconoscenza. Fa un sorrisetto di soddisfazione. E poi riflette: “Me pareva che ‘sto Padreterno l’avevamo inventato noi a nostra immagine somiglianza. Pe’ avecce quarche voto. Geniali ‘sti cattolici. Er Padreterno. Er Vaticano. La Cei. Li preti. Che organizzazione. Altro che ‘l Partito Communista. De quer poraccio de Sposetti. “Poraccio” se fa per dire…”.

Fioroni tira un sospiro di sollievo. Il fatto che il Padreterno comunista era solo nel suo inconscio lo rincuora. Poi riinizia a riflettere:”Certo se lascia ‘sto papa a governa’ la chiesa, forse sarà socialista. E per noi DEMOCRATICO CRISTIANI pure ‘sti socialisti puzzano un  po’ de communismo”.

Fioroni è il massimo teorico a livello mondiale del “Pericolo communista”. Sembra addirittura che ci sia un esercito che a suo nome combatte il pericolo communista a Viterbo. Più che essere il massimo esperto, è l’unico che la pensa così.

Ma tanto è…

Una volta svegliato, l’ex ministro va in bagno e si guarda allo specchio e amaramente, come capita ogni mattina, non può non constatare di essere proprio Fioroni.

“Sono proprio Fioroni… Azz… anche per oggi non si vola”, esclama come ogni mattina. Alzarsi e scoprire di essere Giuseppe Fioroni deve essere difficile. Ogni giorno che dio manda, essere Fioroni deve essere pesante. Ma Fioroni ha la pelle dura e inizia a vestirsi. Calzoni democraticocristiani, camicia democraticocristiana, cravatta democraticocristiana, giacca democraticocristiana. “Sì, così va bene – si ripete sottovoce -. Se dovessi incontrare uno sporco nanetto rosso communista, capirà subito con chi ha a che fare”.

Dopo aver recitato la consueta preghiera al Divino Giulio, conclude con la solita esortazione:“Giulio nostro gagliardo e tosto liberaci dai nanetti rossi communisti!”.

Un rito che si ripete uguale, identico a sé stesso da decine di anni.

Fioroni poi telefona al suo sindaco preferito: Michelini.

“Ciao, sapessi che nottata. Un incubo. Addirittura il Padreterno ce l’aveva con te e ti accusava per la stramba giunta che hai voluto. Ma io t’ho difeso. Difeso fino in fonno. Gli ho detto: “Sor Padreterno quella giunta l’ho voluta io. La corpa de ‘sto teatrino è solo mia. Michelini non ha corpe”. Come… Come… Come se chiamava quel tizio mezzo palestinese? Aho me scordo sempre er nome. Come se chiamava? Si quel cognome che avemo usato per la Dc.  Ah sì “Gesù Cristo” (per l’ex ministro sembrerebbe che “Gesù” sia il nome e “Cristo” il cognome del grande intellettuale palestinese). Te dicevo, come Gesù Cristo me so preso tutte le corpe del mondo sulle spalle… T’ho difeso. Ho fatto bene?”.

Michelini:”Hai fatto bbbene. Hai fatto bbene. Fortuna che ce sei tu che me voi bene e me proteggi… Fortuna che me sei amico…”.

Che culo essere amici di Fioroni!

Lupo Solitario

 

 


Condividi la notizia:
25 gennaio, 2016

    • Altri articoli

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR