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“Guai a chi ferma questo treno in corsa”

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Alvaro Ricci, Leonardo Michelini, Luisa Ciambella, Tonino Delli Iaconi [3]

Alvaro Ricci, Leonardo Michelini, Lisetta Ciambella, Tonino Delli Iaconi 

Luisa Ciambella [4]

Lisetta Ciambella 

Viterbo – “Guai a chi ferma questo treno in corsa, perché questo treno arriverà all’obiettivo finale”.

Parla il capotreno, anzi, il vice capotreno Lisetta Ciambella. La conferenza stampa a palazzo dei Priori per illustrare progetti in cantiere ha avuto una lunga appendice politica.

Perché c’è chi vuole interrompere l’esperienza Michelini e l’assessora Ciambella li mette in guardia. Guai a fermare il treno.

Il punto sulla situazione politica poco prima l’aveva fatto il sindaco stesso, ma evidentemente era necessario anche quello della vice.

“Solo chi è in malafede – spiega Ciambella – non può non prendere atto da quanto tempo questa amministrazione si è insediata.

Il 15 giugno 2013 questa squadra ha iniziato il suo percorso verso l’obiettivo che la città ci chiedeva, ovvero stravolgerla. Anche dal punto di vista culturale e della mentalità”.

Squadra, ovvero i suoi colleghi presenti alla conferenza, Barelli, Delli Iaconi e Ricci. Manca Saraconi, ma ci sarebbero pure Troncarelli e Perà, della parte dissidente.

Ciambella si riferiva anche a loro? “Siamo una squadra, ci definiamo tali perché lo siamo. Abbiamo l’obiettivo comune e anche i nostri rapporti personali vanno nella stessa direzione: l’impegno che abbiamo preso con i cittadini”.

Una maggioranza coesa, una giunta unita. L’assessora vede questo a palazzo dei Priori e poi se la prende con una certa stampa che non racconta i fatti per come sono.

“Ognuno di noi ha la sua storia e appartenenza politica, ma da quando abbiamo firmato l’accettazione del nostro mandato, siamo diventati uomini e donne del sindaco a disposizione della città. Siamo amministratori, non facciamo politica”.

Poi spiega come il comune sia diventato un treno in corsa: “Siamo partiti su una bagnarola, un trenino che s’ispirava alla Roma Nord, con la stessa tempistica.

In due anni e mezzo, le turbolenze subite da ogni parte sono state tantissime e non lo dico per sgravarci da responsabilità. Nonostante tutto abbiamo lavorato”.

Tuttavia: “Ci sono fatti, dati, e i dati sono l’unico modo per confutare quel dialogo di cui spesso tanti opinionisti raffinati locali che io rispetto ma che si limitano a dare un giudizio personale, non tengono conto”.

C’è la crisi? Colpa della stampa. “Oggi abbiamo parlato di fatti concreti che incidono sulla vita dei cittadini. Questo non si trova sulle pagine dei giornali. Eppure abbiamo prodotto.

Ai Lavori pubblici, dirigenti, lavoratori, si sono sentiti parte di una squadra che aveva l’obiettivo di mantenere la parola ai cittadini”.

Tutti d’un sentimento. O quasi. “Siamo persone di buona volontà, non ci fermeremo davanti a nulla a meno che, fatti alla mano, qualcuno non ci spieghi perché vorrà interrompere questo treno in corsa. Che era fermo e adesso è in velocità”.

I primi due anni e mezzo sono stati di rodaggio. “Ogni amministrazione – continua Ciambella – nei primi due anni fa una programmazione e nell’ultima parte, anche l’ultimo anno, raccoglie i frutti del proprio lavoro.

Negare questo vuol dire negare l’evidenza. Anche i nostri peggior nemici, ammesso che li abbiamo, non possono non riconoscere il lavoro e la nostra costanza”.

Non è vero che all’amministrazione Michelini mancano le idee. “Ho sentito dire da più parti che manchiamo d’idee per la città e non abbiamo fatto nulla.

La nostra colpa, che è quella di un vero innovatore che si pone obiettivi più ampi, è avere cercato d’andare oltre il nostro provincialismo. Siamo stati anche derisi, ad esempio per la delega a Expo. Ma la credibilità che Viterbo ha avuto a livello nazionale e internazionale, su tante pagine di giornali locali io non l’ho vista”.

Altri per Ciambella se ne sono accorti: “Abbiamo fatto incontri, per i quali la stampa nazionale e tv regionali ne hanno parlato.

Il 25 febbraio c’è una presentazione ufficiale al Parlamento europeo. Quante altre volte Viterbo è stata in grado d’uscire fuori?”.

Quindi una dichiarazione d’intenti: “Ci devono guidare solo patto con la città e l’interesse dei cittadini”.

Giuseppe Ferlicca


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