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Bilancio 2015 - Politica - Regione Lazio - Intervista al consigliere Riccardo Valentini di recente incaricato dal presidente Zingaretti di occuparsi di ambiente e agricoltura

“E’ l’anno dei fondi europei e della svolta per la Tuscia”

di Paola Pierdomenico
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Riccardo Valentini

Riccardo Valentini 

Viterbo – “E’ l’anno dei fondi europei e della svolta anche per la Tuscia”.

Per sei mesi Riccardo Valentini ha guidato il gruppo del Pd in Regione e da poco è “tornato alle origini” incaricato da Zingaretti di occuparsi di agricoltura e ambiente.

Lavorerà a stretto contatto col presidente per il rilancio dei due settori, ma tiene a specificare, che i suoi impegni comprenderanno anche la lotta all’arsenico, lo sviluppo del turismo e il far sì che Viterbo colga l’opportunità del Giubileo.

Riccardo Valentini archivia il 2015, elencando i traguardi dell’amministrazione, e parla di un 2016 altrettanto favorevole.

“E’ stato un anno molto intenso – dice Valentini -, considerando che abbiamo preso una Regione che veniva da un periodo di disastro completo col succedersi di amministrazioni che l’avevano portata al collasso finanziario.

Nel 2014 e ancora di più nel 2015 abbiamo dato avvio al risanamento. Ne è un esempio la sanità in cui abbiamo ereditato un debito di due miliardi di euro, mentre ora c’è un disavanzo di 282 milioni che ci permetterà di affrontare il prossimo anno con l’obiettivo di uscire dall’annoso problema del commissariamento. I cittadini si riappropriano così del sistema sanitario regionale.

Un’operazione condotta senza tagliare posti di lavoro visto che, da quest’anno, abbiamo iniziato a riassumere ed è partita la stabilizzazione dei precari che continuerà nel 2016. Mantenuti anche i posti letto che sono stati riequilibrati da quando la Polverini li aveva drasticamente tagliati. C’è da fare di più, anche se il peggio è passato e la macchina è stata rimessa in moto, pronta per arrivare a fine legislatura con un settore completmente rinnovato rispetto al passato”.

Incoraggiante anche l’aspetto economico. “E’ forse quello in cui abbiamo raggiunto i risultati migliori. Secondo dati Istat, la Regione Lazio, nel quadro macroeconomico, il Pil è a + 1,3% nel 2014 e, rispetto alla media nazionale, siamo quella che cresce di più, così come nell’occupazione che registra un + 3%. Forte anche la fiducia dei consumatori.

Un obiettivo raggiunto grazie a una responsabilità che ci siamo presi, decidendo di aggredire tutto il debito nei confronti delle imprese, che era enorme. Di 10 miliardi ne abbiamo saldati 8,3 che sono rientrati nelle tasche dei cittadini e delle imprese. Un’iniezione di liquidità che ha contribuito all’aumento del prodotto interno lordo e un’operazione coraggiosa nei confronti della cassa depositi e prestiti che ci rende orgogliosi. Chi fa il gufo e vede tutto nero, farebbe meglio a capire lo sforzo straordinario che è stato fatto che si è trasformato in risultati economici concreti”.

La Regione, per lui, non ha mai smesso di onorare il patto con Viterbo. “Mai come in questi tempi c’è stata un’attenzione così forte per il nostro territorio. Stiamo andando avanti sulla Orte-Civitavecchia e sulla ferrovia Roma Nord, che sono tra le priorità dell’amministrazione, grande è l’impegno per risolvere il problema dell’arsenico. Non dimentichiamo l’agricoltura, che è un settore di eccellenza, e che dobbiamo consolidare. Risposte sono arrivate anche col trasferimento al capoluogo delle ex Terme Inps”.

Lo scorso giugno, nel corso di una riunione di gruppo con Zingaretti e Melilli, è stato eletto capogruppo del Pd. “Sono stati sei mesi molto intensi e importanti. Mi hanno chiamato a traghettare il gruppo in un momento particolarmente difficile per le vicende che hanno coinvolto la Capitale. Sono stato onorato di aver svolto questo lavoro di servizio, essendo un uomo di squadra, per dare più forza al partito in Regione. Esaurito l’impegno, Zingaretti mi ha chiesto di aiutarlo, dandomi una delega speciale per Ambiente e Agricoltura, come temi sui quali vuole che lo affianchi per rappresentare la regione. Lavorerò con lui direttamente in presidenza.

Ho lasciato il posto di capogruppo al vicepresidente del consiglio regionale Massimiliano Valeriani che, sono sicuro, saprà svolgere questo incarico al meglio. Ho svolto il mio impegno con spirito di servizio e concretezza, come mi piace fare le cose, cercando di portare a casa il massimo risultato per il partito. Ho ricevuto appoggi e consensi, ma ora mi è venuto naturale dedicarmi a questi temi su cui, col presidente, abbiamo molte idee per il futuro.

Già l’esperienza della conferenza di Parigi è stata molto positiva e la Regione Lazio è stata un’autorevole protagonista delle politiche in difesa del clima e dell’ambiente. C’è bisogno di un maggiore impulso sul piano energetico regionale, che è una straordinaria opportunità per le nostre imprese, e per lo sviluppo della cosiddetta green economy. Dopo Parigi, è cambiato il mondo e ora non ci sono più imprese che non parlano “verde” o che non hanno come parola chiave la sostenibilità”.

Valentini sa già come muoversi. “Abbiamo a disposizione fondi europei e 200 milioni del Por Fesr dedicati alla green economy, ed è per questo che il presidente vuole teorizzare bandi e nuove strategie. Io vorrei approfondire tematiche legate a energie rinnovabili, efficientamento energetico e aiuto alle imprese e farlo guardando alle piccole imprese e ai nostri artigani che, secondo me, sono quelli che potranno meglio beneficiare di queste risorse. Soprattutto le nostre maestranze, i tecnici e i periti industriali, gente che può davvero trasformare i sistemi energetici in maniera più sostenibile attraverso nuove tecnologie”.

Il valore economico aggiunto, per lui, sta nella qualità. “Lo ha dimostrato Expo e lo dimostrano i numeri dell’esportazione. Il Lazio, che fino a poco tempo fa era considerata una regione prettamente burocratica e di poca innovazione economica. Ora, invece, sta dimostrando, anche e soprattutto in agricoltura, una dinamicità straordinaria con prodotti nel Lazio e, a Viterbo, che stanno andando bene sui mercati internazionali. La politica deve aiutare le imprese a cogliere le opportunità in questo momento di congiuntura positiva”.

Alla Tuscia mancherebbe un sistema agroindustriale. “Non ci sono centri di trasformazione e il mio impegno è quello di individuarne uno che può andare dalla produzione di conserve, formaggi fino a pensare anche a un pastificio per la coltivazione del grano duro. Potenziare quindi le tecnologie nei settori dell’olio e del vino, che, per la Tuscia, stanno assumendo grande valore economico.

Nel 2016 voglio dedicarmi alla questione dell’arsenico, perché i dearsenificatori hanno un costo troppo elevato e bisogna gradatamente spegnerli, convertendoli in nuovi sistemi di approvvigionamento idrico. Ci sono finanziamenti nel bilancio e fondi europei per affrontare la questione. Voglio che venga risolto prima possibile. Mi impegnerò perché venga dato impulso ai percorsi ciclabili nella logica della mobilità e turismo sostenibili. Viterbo, inoltre, come città dei papi, ha molte carte da giocarsi per il Giubileo e su questo ho iniziato a interessarmi per capire come possa partecipare in maniera più organica alle iniziative finanziabili dalla Regione. Risorse per portare Viterbo più vicino a Roma”.

Valentini dice di non amare i “gufi”. “Non mi interessano gli attacchi di bandiera, per me, è importante unire le forze per sfruttare le opportunità. Possiamo farcela e dobbiamo cogliere quei segnali positivi senza perdere tempo in giochi inutili. Sono ottimista. Il 2016 è un anno di svolta, anche per la Tuscia, e ci sono tutti gli elementi per riprendere un buon cammino economico. Accelerare la macchina burocratica per concretizzare le opportunità.

Questo è anche l’anno dei fondi europei in cui iniziamo a spendere e investire questi soldi, circa tre miliardi di euro che sono una cifra importante. In questa ottica – conclude -, il rapporto col territorio diventa fondamentale ed è necessario creare una maggiore sinergia coi sindaci per una squadra che sia efficace”.

Paola Pierdomenico


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10 gennaio, 2016

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