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Ambiente - Il comune promuove il Patto fra sindaci per migliorare la qualità della vita

A Viterbo 230mila tonnellate di Co2 l’anno

Raffaela Saraconi ed Emilio Capoccioni

Raffaela Saraconi ed Emilio Capoccioni 

Massimo Brait

Massimo Brait 

Raffaela Saraconi ed Emilio Capoccioni

Raffaela Saraconi ed Emilio Capoccioni 

Viterbo – Viterbo nel 2020, con -20% di anidride carbonica nell’aria.

E’ l’impegno che il comune ha preso, sottoscrivendo il Patto dei sindaci per un futuro sostenibile. Obiettivo, migliorare la qualità della vita con un risparmio economico e vivendo in un ambiente più sano.

“Obiettivi – spiega l’assessora Raffaela Saraconi – condivisi dal consiglio comunale che ha approvato all’unanimità il patto.

Il comune ha aderito nell’ottobre 2014, per promuovere la riduzione del 20% di Co2 entro il 2020, risparmio energetico del 20% e un aumento delle energie rinnovabili sempre per il 20%”.

Traguardo raggiungibile. “Viterbo – osserva Saraconi – non si trova in una situazione di particolare difficoltà, ma ci siamo comunque posti l’obiettivo del taglio pari al 20%. Non è un obbligo, ma una scelta consapevole”.

Attraverso un cambio di stile di vita da parte dei cittadini. Abbassando di un grado la temperatura in casa, facendo attenzione ad acquistare ecologici, risparmiare energia elettrica staccando le spine d’elettrodomestici quando sono spenti, utilizzare più la bici e meno l’auto.

Oggi a Viterbo si producono ogni anno 230mila tonnellate di Co2. Sotto la media nazionale.

“All’amministrazione pubblica – spiega Massimo Brait, ingegnere – il compito d’intervenire sul proprio patrimonio edilizio e sul parco mezzi. Anche se quest’ultimo aspetto non incide molto.

E’ su altri punti che occorre lavorare, su portatori d’interesse come associazioni di categoria”. A palazzo dei Priori ci stanno lavorando.

“E’ già allo studio – anticipa Saraconi – un piano d’efficientamento per palazzo dei Priori, del Drago e per le scuole rosse. Abbiamo in programma una campagna di sensibilizzazione, incontri con i cittadini, primo dei quali a metà febbraio.

Dobbiamo diffondere i principi del patto, anche perché il progetto va monitorato e verificati i risultati”.

Seppure il parco mezzi pubblici non ha una grossa incidenza sull’inquinamento: “Comunque il comune deve adeguare il trasporto – osserva l’assessora – per ridurre al minimo l’impatto ambientale”.

Magari cominciando dai bus elettrici che ormai da oltre un anno sono fermi nei garage Francigena. “Certamente è un aspetto da valutare immediatamente”.

15 gennaio, 2016

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