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Ronciglione - Aspettando il Carnevale - Intervista a Pierina De Angelis, la storica sarta delle mascherate dai vestiti corti, vistosi e bellissimi

“Quando facemmo arrabbiare il parroco con Magia d’Oriente…”

di Stefania Moretti

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Carnevale di Ronciglione - Pierina De Angelis, una vita da sarta

Carnevale di Ronciglione – Pierina De Angelis, una vita da sarta

Carnevale di Ronciglione - Pierina De Angelis, una vita da sarta

Carnevale di Ronciglione – Pierina De Angelis, una vita da sarta

Carnevale di Ronciglione - Pierina De Angelis, una vita da sarta

Carnevale di Ronciglione – Pierina De Angelis, una vita da sarta

Carnevale di Ronciglione - Pierina De Angelis, una vita da sarta

Carnevale di Ronciglione – Pierina De Angelis, una vita da sarta

Carnevale di Ronciglione - Elisabetta Mecucci, la figlia di Pierina, alle prese con i preparativi

Carnevale di Ronciglione – Elisabetta Mecucci, la figlia di Pierina, alle prese con i preparativi

Carnevale di Ronciglione - La mascherata "Il pesce" del 1954 - A sinistra: Pierina De Angelis

Carnevale di Ronciglione – La mascherata “Il pesce” del 1954 – A sinistra: Pierina De Angelis

Il Carnevale di Ronciglione cinquant'anni fa

Il Carnevale di Ronciglione cinquant’anni fa

Il Carnevale di Ronciglione cinquant'anni fa

Il Carnevale di Ronciglione cinquant’anni fa

Carnevale di Ronciglione - Le mascherate di Pierina - La lambada

Carnevale di Ronciglione – Le mascherate di Pierina – La lambada

Carnevale di Ronciglione - Le mascherate di Pierina - Ninì Tirabusciò

Carnevale di Ronciglione – Le mascherate di Pierina – Ninì Tirabusciò

Carnevale di Ronciglione - Le mascherate di Pierina - Chicco di caffè

Carnevale di Ronciglione – Le mascherate di Pierina – Chicco di caffè

Carnevale di Ronciglione - Le mascherate di Pierina - Magia d'Oriente

Carnevale di Ronciglione – Le mascherate di Pierina – Magia d’Oriente

Carnevale di Ronciglione - Le mascherate di Pierina - Gigolò e Gigolettes

Carnevale di Ronciglione – Le mascherate di Pierina – Gigolò e Gigolettes 

Ronciglione – “Un’intervista? No, no, non ho tempo, magari un’altra volta…”, ma non c’è da insistere molto se si tratta di parlare del suo Carnevale: Pierina, gli occhiali inforcati e i fili dappertutto, comincia a raccontare senza mai smettere di cucire. Farle alzare gli occhi per una foto mi sembra un furto: tempo prezioso rubato alla sua arte.

Pierina De Angelis è la decana delle sarte ronciglionesi di Carnevale. Dalle sue mani sono usciti miracoli di stoffa nelle notti in bianco alla macchina da cucire, tra il raso di ogni colore e la fretta che cancella il sonno. Tiene svegli l’emozione di creature che prendono forma. L’ansia di vederle sfilare addosso alle più belle ragazze del paese (Le mascherate di Pierina: fotogalleryslide – Il programma del Carnevale di Ronciglione).

La stanchezza colpisce solo a Carnevale finito. Ma quanta soddisfazione. E quante trasferte. Quanti Carnevali fuori stagione. “Abbiamo sfilato a Tarquinia d’estate, a Roma, a Cabbia, in provincia dell’Aquila – ricorda -. Siamo passati per paesi così piccoli che l’autobus non c’entrava: dovevano chiudere le finestre. I sampietrini erano peggio dei nostri… Le ragazze ballarono scalze perché con i tacchi era impossibile… Un anno, a Ronciglione, sfilò con noi anche il ballerino di ‘Fantastico’: alla fine era stremato. Ci disse: ‘Voi siete pazze!’”.

Tutte le mani che cuciono sono sacre per il Carnevale di Ronciglione. Quelle di Pierina sono le più esperte e sapienti. Contano almeno sessant’anni di Carnevali ben portati e sono tutt’altro che stanche.
Ma cucire non era la passione della vita quando ha iniziato da bambina.

“Avevo 12 anni. L’ho fatto più per imparare un mestiere… per non finire in mezzo alla strada. Avevo la quinta elementare e non potevo permettermi di continuare gli studi”.

L’amore per il Carnevale, le maschere, i costumi della grande tradizione a mano e su misura è arrivato da adolescente. Tra le sue prime mascherate, il Pesce, nel 1954. “Avevo addosso un paio di pantaloni e mi sembrava chissà che… Oggi è il contrario: a Carnevale tanti uomini si vestono da donne. Per noi portare i pantaloni era rivoluzionario in quegli anni”. Non erano da meno le prime gonne corte delle mascherate. Audacissime per i tempi. Era il ’56: gli anni Sessanta, col loro vento di ribellione, non erano ancora arrivati. Quell’anno, in compenso, arrivò la neve. Poi la pioggia. “La nevicata del ’56 ci impedì di sfilare. Tentammo di nuovo il 25 aprile: un acquazzone ci sorprese a metà sfilata. Le nostre scarpe di cartone erano fradicie e anche noi… Le avevamo fatte da sole: i soldi non c’erano e bisognava arrangiarsi. Un anno ho fatto persino un paio di pantaloni con due asciugamani, non so neanch’io come… Era un Carnevale povero ma incantevole e molto sentito. L’anno della grande nevicata ci mascherammo da Cupido: vestitino azzurro e frasi romantiche ricamate sulla gonna e sul corpetto”.

Carnevale e amore sono sempre andati d’accordo. Ieri più di oggi: erano giorni in cui tutto diventava possibile. Anche stringere la mano a un ragazzo senza ricevere una strigliata dai genitori. “Aspettavamo tutto l’anno quei cinque giorni… per noi era l’unica occasione in cui sperare di essere avvicinate da chi ci piaceva. Mica come adesso, che a ballare ci andate sempre e arrivate in discoteca alle 2… Noi avevamo solo quella possibilità: veglione la sera alle 9 e a mezzanotte a casa. Facevamo delle lunghe file indiane solo per prenderci per mano. Un po’ come il saltarello, ma non era un cerchio, era proprio una fila… il nostro modo di ballare e, insieme, di dichiararci”.

I vestiti che ha cucito non si contano più, tra il carnevale dei bambini, degli adulti, della notte e non solo. Pierina mostra con orgoglio le foto dei suoi abiti da sposa: “Li ho fatti in quindici giorni” dice alzando le spalle, come fosse la cosa più semplice del mondo. C’è la sua mano anche nei vestiti delle scuderie del Palio: “Ho chiesto aiuto ad altre sarte ronciglionesi e abbiamo lavorato tutte insieme. Andai a Roma a prendere la stoffa: comprai precisamente otto chilometri di fettuccia… Da qui a Capranica… Non finiva più…”.

I prodigi della festa portano tutti la sua firma. Non c’è ronciglionese che non ricordi almeno uno dei vestiti di Pierina: dalle sexy “Ninì Tirabusciò” alle nuvole bianche e oro di “Chicco di caffè”, passando per l’indimenticabile “Magia d’Oriente”. E poi le conigliette di Playboy negli anni Ottanta. I girasoli. Le piovre. Le farfalle. Mascherate ordinate e composte. Gonna corta. Tacco alto. Cappello vistoso e cura per i dettagli: il gruppo dev’essere omogeneo. Guai a chi indossa una calza diversa! La grande sartoria comporta grandi responsabilità: non si sfila attaccate l’una all’altra: il vestito deve vivere. Non c’è bambina che non abbia sognato di sentirsi bella dentro quei costumi da grande.

Pierina e la figlia Elisabetta Mecucci ricordano la fatica e l’adrenalina. I vestiti appesi ovunque in casa, perfino in cucina. E poi il freddo sulle gambe nude. Il caffè bollente e la cioccolata calda dopo le sfilate. E tutta la preparazione che le precedeva. “Nel Novanta, per la Lambada, siamo andate tutte a scuola di ballo – racconta Elisabetta -. Una volta a settimana a lezione al Novo Cine (storico locale ronciglionese oggi chiuso, ndr) per preparare la coreografia per la sfilata. Ricordo ancora gli applausi, all’arrivo in via Roma, e gli sguardi incantati dei ragazzi… Tanto impegno e tante risate… e anche qualche scandalo. Con “Magia d’Oriente”, il parroco di allora, don Antonio, si arrabbiò perché sfilammo in Quaresima… i vestiti erano ridotti ai minimi termini, ma erano colorati e d’effetto”.

Quest’anno niente mascherata della domenica. Forse un gruppo ristretto. “Una sorpresa… – sorride Elisabetta -, niente che si possa svelare in anticipo”. Ma la casa si è trasformata nel solito laboratorio, tra le decine di vestiti su commissione per il carnevale del giorno e della notte. Ogni tanto suona qualcuno e la stanza, col camino acceso e i ritagli di stoffa dappertutto, si riempie di ricordi vecchi e idee nuove. “La mascherata più bella? – risponde Pierina – Deve ancora venire…”.

Stefania Moretti


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28 gennaio, 2016

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