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Viterbo - Doppia pena per guida in stato di ebbrezza: la difesa ricorre in Cassazione

Sconta la pena due volte, pronto a chiedere il risarcimento

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L'avvocato Enrico Mezzetti

L’avvocato Enrico Mezzetti 

Viterbo – Un solo reato, ma la pena è doppia.

Per una denuncia per guida in stato di ebbrezza si è ritrovato a pagare due volte: prima con i lavori di pubblica utilità, poi con gli arresti domiciliari e la multa. Un caso più unico che raro, quello di un giovane viterbese non ancora trentenne.

Dopo una prima denuncia, anni fa, per guida in stato di ebbrezza, ottiene l’estinzione del reato facendo lavori di pubblica utilità, ma nel 2012 ci risiamo. Le forze dell’ordine lo ‘beccano’ di nuovo al volante, con un tasso alcolico sopra il limite. Il tribunale di Viterbo concede nuovamente i lavori di pubblica utilità e il ragazzo, all’epoca 25enne, li svolge come da programma, convinto di poter estinguere nuovamente il reato come la volta precedente e come di norma accade. E invece no.

Finito il periodo di lavori socialmente utili, il tribunale di Viterbo dispone la revoca dell’affidamento in prova ai servizi sociali e manda il ragazzo agli arresti domiciliari. Motivo: un errore giudiziario, secondo l’ufficio esecuzioni penali, perché i lavori di pubblica utilità non possono essere concessi due volte. La difesa ricorre in Cassazione.

“Aspettiamo la decisione da un anno – spiega l’avvocato del giovane, Enrico Mezzetti -. C’è stata una duplicazione della pena ingiustificata e del tutto incompatibile con il nostro ordinamento. L’errore, probabilmente, è stato quello di considerare i lavori di pubblica utilità un beneficio: in realtà è una sanzione penale a tutti gli effetti, anche se estingue il reato. Così ha pagato due volte e per intero, perché ha svolto i lavori sociali per l’intero periodo e dopo anche i domiciliari”. Se la Cassazione accoglierà il ricorso, il ragazzo chiederà sicuramente un risarcimento per ingiusta detenzione.  


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28 gennaio, 2016

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