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Crisi in un vicolo cieco

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Leonardo Michelini 

Viterbo – Come da programma, ieri l’incontro del gruppo Pd con il segretario regionale Fabio Melilli non c’è stato.

La crisi in comune va avanti a singhiozzo. Il sindaco Leonardo Michelini vuole rimettere alla sua coalizione il mandato e arrivare a un programma di scopo. Ma dal punto di vista politico, una via d’uscita ancora non c’è.

Non a caso l’appuntamento di ieri è saltato. A decretarlo, la lettera del segretario regionale Fabio Melilli. Non ci sono stati passi avanti. Dopo sessanta giorni.

Bacchetta il Pd locale perché le condizioni non sono ancora maturate. Se la prende con chi nel partito divide. Riferimento a Moderati e riformisti e area Popolare? Oppure a chi fra i sette consiglieri dissidenti non vuole l’intesa?

Sta di fatto che per la seconda volta la direzione provinciale del Partito democratico salta.

Il vice nazionale Lorenzo Guerini e lo stesso Melilli non ci saranno. Vogliono essere presenti quando tutto sarà risolto. A benedire la ritrovata, si fa per dire, unità Non prima.

Come raggiungerla, sono problemi di Viterbo. Vanno bene anche cinque consiglieri Pd dissidenti su sette. Due ormai sono dati per persi.

Saltati i due incontri, occhi puntati al vertice di maggioranza convocato da Michelini. Sempre che pure questo non salti.

E anche se dovesse tenersi, coalizione al completo seduta allo stesso tavolo. Potrebbe succedere di tutto.

Rimettere il mandato ai suoi è una formula per venire incontro ai sette Pd dissidenti.

Il primo cittadino non si dimette, ma in qualche modo fa un passo indietro. Quindi l’impegno programmatico, di scopo, su alcuni punti cari anche a Serra e ai suoi.

Va però considerata anche la zona Moderati e riformisti. E poi c’è il nodo giunta.

Il sindaco rivedrà pure la squadra, portandola a sei e quindi lasciando fuori Maurizio Tofani, zona Mori, dato in entrata e accompagnando all’uscita Antonio Delli Iaconi? Su questi numeri pare che si fosse raggiunta un’intesa di massima. A quanto pare diventata in poche ore di minima.

Poco probabile che il primo cittadino decida di cambiare il vice sindaco, togliendo la delega a Lisetta Ciambella. Opzione gradita ai sette Pd.

Sarebbe il modo migliore per aprire la crisi bis. Anche se il nodo giunta va affrontato. Ci sono le deleghe lasciate scoperte con l’uscita di Andrea Vannini da riassegnare. Con molta cautela.

Quando si parlava di notaio e dimissioni di massa, la data di oggi era stata indicata come termine ultimo per rassegnarle, affinché entro il 24 la pratica fosse istruita e si rientrasse nei tempi. Probabilmente c’è tempo anche domani, ma si rischia di non rientrarci.

D’ora in poi, se il comune dovesse cadere si regalerebbe alla città quasi un anno e mezzo di commissariamento.

Giuseppe Ferlicca


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