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Crisi, la soluzione non passa da Roma

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Viterbo - Salta la seduta di consiglio [3]

Viterbo – Salta la seduta di consiglio 

Ricci e Michelini [4]

Ricci e Michelini 

Viterbo – Crisi in comune, oggi è il grande giorno dell’incontro a Roma.

Alle 18 il vice di Renzi, Lorenzo Guerini, incontra parlamentari e consiglieri regionali Pd della Tuscia.

Nel tentativo di trovare una possibile via d’uscita al disastro in corso a palazzo dei Priori. Leonardo Michelini ci conta molto. Ma le possibilità che rimanga deluso sono molto alte.

Fioroni, Sposetti, Mazzoli, Terrosi e Panunzi non sono il sindaco di Viterbo. Il sindaco è Michelini. Solo che come lui ha orgogliosamente dichiarato, non è un politico. Dopo cinquanta giorni di crisi se ne sono accorti tutti.

La politica è visione, idee, progetti. Altrimenti un sindaco a che serve? Basta un dirigente.

Oppure ci si affida ai vertici romani. Come sta accadendo. Una volta si rivendicava autonomia dalle scelte romane, oggi s’invocano. Probabilmente invano.

E se nella capitale colpi di scena non sembrano all’ordine del giorno, almeno per oggi non se ne prevedono neanche a Viterbo.

Mercoledì era un’altra data fra quelle che circolavano e in cui i sette Pd dissidenti sarebbero andati dal notaio per firmare le dimissioni di massa. Non succederà. Non oggi.

Anche se è facile immaginare che essere stati trattati come sette consiglieri un po’ fuori di testa da ricondurre alla ragione, non deve avere fatto loro molto piacere.

Tanto più che dal 17 dicembre, data dell’ultimo consiglio comunale, da parte del primo cittadino non sono arrivate proposte amministrative o di programma per provare a ricucire la sua maggioranza. Su termalismo, cultura, società partecipate, igiene urbana, frazioni, fondi europei, argomenti sollecitati dai consiglieri che oggi gli hanno voltato le spalle, il silenzio.

Solo un tardivo passo indietro sulla presidenza dei Moderati e riformisti. Da cui il sindaco è disposto a dimettersi, ma non l’ha ancora fatto.

Non avranno gradito, poi, nemmeno la convocazione del consiglio comunale in seconda seduta venerdì. Modalità in cui basta un terzo dei consiglieri per rendere valida la seduta. I sette non servono. In questa situazione, da registrare il timidissimo riferimento del sindaco ieri in conferenza stampa, a rivedere la giunta.

Non è così che si cura una ferita. Semmai, il contrario. Ma questo Michelini non può saperlo. Non pratica la politica.

Però ha trovato il modo di sfidare Serra e i suoi, gettando addosso a loro la responsabilità delle dimissioni prima o dopo il 24 febbraio. Quasi quasi era meglio quando non faceva nulla.

Giuseppe Ferlicca 


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