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Uniti nella critica, divisi dal notaio

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Viterbo - Il consiglio comunale [4]

Viterbo – Il consiglio comunale 

Viterbo – Crisi in comune, sono partiti in sette con una dura critica all’amministrazione Michelini e la volontà di chiudere l’esperienza a palazzo dei Priori.

Il giudizio severo sul comune è rimasto per tutti, ma sul mettere la parola fine mandando a casa il sindaco, nel corso delle settimane qualcuno ha maturato un’idea diversa. Meglio di no.

Dietro al lungo tira e molla in comune c’è questo. Saltate le dimissioni in massa e di mozioni di sfiducia al sindaco non se ne parla.

Di fronte a questo scenario, il finale appare scontato.

Torneranno tutti o quasi in consiglio comunale. Solo quando Michelini troverà il giusto modo di rispondere almeno ad alcune delle richieste avanzate da Serra, Volpi, Mongiardo, Troili, Frittelli, Cappetti e Quintarelli.

Torneranno in consiglio comunale, anche se non saranno rose e fiori. La loro sarà una posizione fortemente critica. Sempre poco rispetto a quanto hanno dichiarato ultimamente.

C’è chi immagina un gruppo a se stante, composto da tre o quattro consiglieri che di volta in volta possa decidere come votare.

Sono sette, ma in realtà sono 4 + 3. O 5 + 2.

Anche nell’ultima riunione, l’intesa sarebbe mancata. Un paio almeno, si dice Arduino Troili e Marco Volpi, erano pronti a firmare pure subito le dimissioni.

Altri non se la sono sentita.

La responsabilità di far cadere l’amministrazione comunale è pesante. Senza contare che fra loro c’è chi fa riferimento a big del Pd, da Sposetti (Melissa Mongiardo) a Panunzi (Massimo Cappetti e Patrizia Frittelli).

Di fronte al vice segretario nazionale e al segretario regionale che impongono la linea del Michelini deve restare, difficile decidere diversamente.

Salvo svolte clamorose, si ritorna in consiglio comunale, magari con un nuovo capogruppo Pd, magari con qualche democratico perennemente assente e magari con qualcun altro in forte contrasto.

E vuoi vedere che alla fine, stanchi della situazione, fra qualche tempo saranno i Moderati e riformisti e l’altra parte del Pd a staccare la spina?

Giuseppe Ferlicca


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