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Marta - Definitivamente colpevole - La difesa: "La procura generale aveva chiesto l'assoluzione in appello e in Cassazione"

Violentò le figliastre, 6 anni all’ex custode dell’isola Martana

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Violenza sessuale su due sorelline - Il 46enne che va a prendere le ragazzine in barca

Violenza sessuale su due sorelline – M.G. che va a prendere le ragazzine in barca

Violenza sessuale su due sorelline - Il 46enne che va a prendere le ragazzine in barca

Violenza sessuale su due sorelline – M.G. che va a prendere le ragazzine in barca

Violenza sessuale su due sorelline - Il 46enne che va a prendere le ragazzine in barca

Violenza sessuale su due sorelline – M.G. che va a prendere le ragazzine in barca 

Gli agenti della sezione reati contro i minori

Gli agenti della sezione reati contro i minori

La conferenza stampa della squadra mobile

La conferenza stampa della squadra mobile

Marta – (s.m.) – Definitivamente colpevole.

Per la Cassazione, M.G., 49enne custode dell’isola Martana, ha violentato le figlie dell’ex compagna dal 2007 al 2013, anno in cui la squadra mobile di Viterbo lo ha arrestato.

La Suprema Corte ha confermato la sentenza d’appello, che riformava la condanna in primo grado alleggerendo la pena da otto a sei anni.

Tre sorelle: la più piccola e la più grande, secondo la denuncia della madre sporta nell’estate 2013, sarebbero state oggetto delle attenzioni del custode.

Madre e figlie erano arrivate in Italia nel 2005: all’epoca sono bambine di soli 7, 9 e 10 anni. Dopo poco, la madre conobbe M.G. e andarono a vivere insieme. Le violenze sarebbero iniziate nel 2007 sulla più grande, di 12 anni appena. Nel 2010 la coppia si lascia, ma M.G. avrebbe continuato a vedere le sorelle andandole a trovare a casa e portandole nella sua dependance di guardiano dell’isola. Gli investigatori hanno filmato l’andirivieni in barca dall’isola al paese.

Un caso delicato e controverso, che più che mai si presta a interpretazioni di segno opposto. In primo grado, accusa e parte civile sostenevano che le ragazze fossero state plagiate e violentate. Gli avvocati della difesa Fiorenzo Buzzi e Mario Proietti, al contrario, contestavano gli abusi sulla più piccola delle sorelle, sottolineando come la più grande, invece, frequentasse il “patrigno” di sua spontanea volontà, al punto da decidere di andare a vivere con lui sull’isola Martana una volta maggiorenne. Sempre la difesa, all’ultima udienza del processo di primo grado, produsse una dichiarazione scritta della sorella maggiore, che diceva di aver accusato ingiustamente M.G..

Una vera e propria storia d’amore, per gli avvocati difensori: “Lei dice di volerlo aspettare per iniziare una vita insieme dopo il carcere – spiegano i legali -. In appello, l’accusa aveva chiesto l’assoluzione. In Cassazione, il procuratore generale ha sostenuto la tesi che la sentenza dovesse essere annullata senza rinvio. Segno evidente che nemmeno per chi avrebbe dovuto sostenere l’accusa in appello e in Cassazione c’erano margini netti di colpevolezza. Una condanna che, quindi, lascia doppiamente l’amaro”. 


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8 febbraio, 2016

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