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Caso Manca, processo di giudice in giudice

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Attilio Manca [4]

Attilio Manca

Angela Manca, madre di Attilio, con Ingroia [5]

Angela e Gianluca Manca, madre e fratello di Attilio, con il loro avvocato Antonio Ingroia 

Viterbo – Temporanea battuta d’arresto per il processo sul caso Attilio Manca.

Per la morte del giovane medico siciliano, trovato senza vita nel 2004, è a giudizio Monica Mileti, cinquantenne romana. Risponde di spaccio. L’altro reato di omicidio, causato dalla cessione della dose letale di eroina che stroncò il medico a soli 35 anni, si è prescritto da tempo [6].

All’udienza di ieri, al tribunale di Viterbo, il giudice Giacomo Autuzi, che ha ereditato il processo dal collega trasferito Eugenio Turco, ha passato il fascicolo alla collega Silvia Mattei. Autizi, magistrato giovanissimo e di prima nomina, non può seguire processi provenienti da udienza preliminare. Da qui, il passaggio obbligato alla collega Mattei.
La prossima udienza sarà domani. 

E’ possibile che il processo ricominci da capo per il cambio di giudice. Non era stato fatto molto, in realtà: solo l’ascolto dei primi due testimoni dell’accusa a novembre, l’ex capo della squadra mobile Salvatore Gava e un collega della polizia.

E’ il febbraio 2004 quando Attilio Manca viene trovato morto nell’appartamento in cui abitava a Viterbo, zona Santa Maria della Grotticella. L’urologo, di origini siciliane, lavorava a Belcolle. Sulla sua morte è stato subito mistero fitto. L’ipotesi della famiglia è che sia stato ucciso perché testimone scomodo dopo aver forse curato il capo della mafia Bernardo Provenzano. Una tesi che, finora, non ha trovato conferma nelle aule di giustizia, ma ne è convinto il pentito Carmelo D’Amico, secondo il quale Manca sarebbe stato ucciso da un ufficiale dei servizi [7] proprio per aver visitato ‘il capo dei capi’.


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