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“Era felicissima di andare a quella festa…”

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Il professor Giuseppe Scarascia Mugnozza [4]

Il professor Giuseppe Scarascia Mugnozza

Elisa Scarascia Mugnozza [5]

Elisa Scarascia Mugnozza

Elisa Scarascia Mugnozza [6]

Elisa Scarascia Mugnozza

Spagna - Lo schianto del bus in Catalogna [7]

Spagna – Lo schianto del bus in Catalogna

Spagna - Lo schianto del bus in Catalogna [8]

Spagna – Lo schianto del bus in Catalogna 

Viterbo – “Mia figlia Elisa teneva tanto a questa esperienza. Era contentissima. Anche la sera che è andata a quella festa. Prima di morire era contentissima. Ed è proprio questo che mi fa più rabbia…”.

Giuseppe Scarascia Mugnozza, professore all’Università della Tuscia, è in Spagna da domenica. Dal giorno in cui la figlia Elisa non c’è più.

Anche lei era su quell’autobus di ritorno dalla Festa de las fallas di Valencia, diretto a Barcellona. Il bus della morte: una sbandata ed è stata strage di studenti. 13 morti. 7, tutte ragazze, erano studentesse italiane in Erasmus. 

Il professore ha già visto e riconosciuto sua figlia, ma non ha idea di quando potrà portarla a casa. “Il governo sta organizzando il rimpatrio delle salme, credo ci vorrà qualche giorno. Non lo so…”, dichiara, raggiunto telefonicamente da Tusciaweb. Intanto, è partita anche la moglie Maria Teresa, per andare da lui e da Elisa. La loro figlia maggiore tanto amata: 22 anni, studentessa modello al quinto anno di medicina. A ottobre si sarebbe laureata.

“Voleva fare il medico chirurgo – dice il padre -. Per lei, l’esperienza a Barcellona era un tirocinio, qui all’ospedale locale. Si sarebbe fermata sei mesi, ma voleva ripartire. Questo non doveva essere il suo unico Erasmus… voleva ripetere l’esperienza anche durante la Specialistica”. Terribile realizzare che il tempo di Elisa e delle sue compagne sia scaduto su un bus che doveva portarle a casa dopo una notte di festa.

Non doveva finire così. Suo padre ne è convinto: “E’ stata un’imprudenza – dice -. Mettersi in viaggio a quell’ora… cinque bus con 300 ragazzi… Io l’avevo sentita poco prima che andasse a quella festa: era felice. Mentre io, adesso, provo una rabbia indescrivibile, se penso alla sua felicità e a quello che è successo dopo…”.

Giuseppe Scarascia Mugnozza è il direttore del dipartimento Dibaf dell’università della Tuscia, nipote dell’ex rettore e fondatore dell’Università della Tuscia Gian Tommaso Scarascia Mugnozza.

Tante le iniziative per ricordare Elisa: domani, all’ateneo viterbese, bandiere a mezz’asta e un minuto di silenzio alle 12. Sempre domani, alle 9,30, nella cappella dell’ospedale Sant’Andrea dove Elisa studiava medicina, sarà celebrata una messa in suo ricordo.

 


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