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Civitavecchia - L'ex sindaco risponde alle domande del gip e chiede la revoca dei domiciliari

Tentata estorsione, due ore di interrogatorio per Moscherini

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Civitavecchia - Gianni Moscherini

Civitavecchia – Gianni Moscherini

L'avvocato Carlo Taormina

L’avvocato Carlo Taormina 

Civitavecchia – Due ore a replicare alle accuse della procura.

Non si avvale della facoltà di non rispondere Gianni Moscherini, ex sindaco di Civitavecchia, area centrodestra, indagato per tentata estorsione.

Al gip Marasca, ieri mattina, all’interrogatorio di garanzia, ha dato un quadro completo della sua versione: nessuna pressione sull’attuale presidente dell’autorità portuale Pasqualino Monti per favorire una cava viterbese procacciandole (e procacciandosi) un affare milionario. Solo un consiglio, viste quelle che, per l’ex primo cittadino e il suo avvocato Carlo Taormina, erano “evidenti irregolarità nell’esecuzione dei lavori al porto”. 

Una questione prettamente tecnica. “I cassoni non avevano il basamento in basalto come da capitolato d’appalto – dichiara Taormina -. Moscherini si sarebbe semplicemente limitato a farlo presente a Monti. Un consiglio da amico, per evitare che partisse una denuncia. Parliamo dei primi mesi del 2013. Da quel momento in poi Monti e Moscherini non si sono più visti. La denuncia, su fatti reali e documentati, è stata poi sporta indipendentemente da Moscherini”.

Per la procura, Moscherini avrebbe avuto un bel po’ da guadagnare. In qualità di mediatore per la collocazione di materiali da cava, era legato da un rapporto di lavoro con la cava di basalto sulla Tuscanese. La presunta grande favorita di questa presunta tentata estorsione, secondo la procura civitavecchiese, che prefigura una specie di velato aut aut a Monti. Del tipo: o fai in modo che le imprese aggiudicatarie si riforniscano di materiale dalla cava viterbese o parte la denuncia per i lavori non a regola d’arte al porto.

Il pm Lorenzo Del Giudice quantifica l’affare in venti milioni di euro: più di un milione e mezzo sarebbe andato a Moscherini, in qualità di mediatore. L’ex sindaco ha negato, sostenendo di aver solo fatto notare che c’erano stati degli scostamenti dal capitolato d’appalto.

I suoi avvocati, Carlo Taormina e Pierluigi Bianchini, hanno depositato al gip un’istanza di revoca degli arresti domiciliari, sulla quale dovrà prima esprimersi il pm. Anche l’ex assessore Vincenzo De Francesco è ai domiciliari e anche lui, ieri mattina, ha accettato di rispondere alle domande del giudice. Un terzo indagato a piede libero è l’avvocato Roberto Abbruzzese, legale dell’associazione cavatori che denunciò i presunti lavori irregolari al porto.


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25 marzo, 2016

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