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Viterbo - Associazione a delinquere - Udienza preliminare per 29 indagati

“Toro loco”, domani la requisitoria del pm

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Operazione Toro Loco - Le armi sequestrate ai Medde nel 2009

Operazione Toro Loco – Le armi sequestrate ai Medde nel 2009

Operazione Toro Loco - Le armi sequestrate ai Medde nel 2009

Operazione Toro Loco – Le armi sequestrate ai Medde nel 2009

Operazione Toro Loco - Le armi sequestrate ai Medde nel 2009

Operazione Toro Loco – Le armi sequestrate ai Medde nel 2009 

Viterbo – Auto incendiate, porte di casa bruciate, calci, pugni e minacce di morte alle vittime. Sono 29 gli indagati che, domani, compariranno davanti al gup del tribunale di Viterbo.

E’ il momento di prendere il toro per le corna: “Toro loco” si chiamava l’inchiesta scattata nel 2009 e divisa in più filoni, compreso quello dei pestaggi in discoteca. Domani, il pm Massimiliano Siddi tirerà le somme, avanzando le sue richieste di rinvio a giudizio; dopodiché, parola alle difese.

Si tratterà di riannodare i fili di un’indagine lunga e complessa davanti al gup Francesco Rigato, che dovrà decidere se e chi mandare a processo. 

Cinquanta i capi di imputazione, tra cui l’associazione a delinquere. Per qualcuno resta in piedi l’ipotesi patteggiamento.

Tra gli indagati, i quattro fratelli Medde, di origini sarde ma residenti a Ronciglione da più di vent’anni, e Mario Tatti che, insieme ai Medde, ha patteggiato dopo l’operazione “Mamuthones”: l’indagine sulla banda sarda specializzata in furti notturni in campagna da decine di migliaia di euro. Furti e non solo. “Mamuthones” scatta nel 2014; “Toro loco” nel 2009.

I Medde vengono arrestati nell’ottobre di quell’anno, per associazione a delinquere finalizzata all’estorsione, al traffico di sostanze stupefacenti, al recupero crediti con metodi violenti, causando ferite con armi da fuoco e da taglio. Solo mesi dopo l’inchiesta si allarga al filone dei pestaggi in discoteca.

I Medde finiscono nel registro degli indagati dopo le rivelazioni di Ivan Massari, che li accusa e si autoaccusa, aprendo tutta una serie di fronti investigativi. Il tribunale del Riesame non lo ritenne attendibile, liberando tutti a una settimana dal blitz. Alle ultime udienze, lo psichiatra Giovanni Battista Traverso lo ha definito socialmente pericoloso, imputabile ma non completamente sano di mente.

Considerazioni che potrebbero gettare ombre sulla genuinità delle sue dichiarazioni, minando almeno in parte il quadro accusatorio di un’inchiesta in cui i sia i Medde che Tatti, insieme allo stesso Massari, appaiono in veste di “regolatori di conti”, chiamati da privati a fare da intermediari persino in questioni di eredità familiare o per far ritirare denunce o estorcere denaro. Sempre con i mezzi dell’intimidazione.

Un’udienza preliminare che si trascina già da quattro anni. Colpa dei soliti problemi di notifica (una costante, nelle vicende giudiziarie più complesse, con decine di indagati/imputati) che comportano ogni volta rinvii anche semestrali. Ma domani – salvo imprevisti – sarà la volta buona. 


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30 marzo, 2016

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