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Ronciglione - Giudizio immediato per un piccolo gruppo di indagati - Gli altri hanno chiesto il rito abbreviato o il patteggiamento

Tsunami della droga, in quattro a processo

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Operazione Tsunami - Il materiale sequestrato dai carabinieri

Operazione Tsunami – Il materiale sequestrato dai carabinieri 

Operazione Tsunami - Il materiale sequestrato dai carabinieri

Operazione Tsunami – Il materiale sequestrato dai carabinieri 

Ronciglione – Giudizio immediato per quattro indagati dell’inchiesta Tsunami.

La prima udienza per l’operazione antidroga scattata a Ronciglione e dintorni all’alba del 2 novembre doveva svolgersi ieri. Rinviata per impegni del presidente del collegio giudicante. Se ne riparla a maggio, quando i quattro ragazzi dovranno tornare in aula per l’inizio del processo.

La maggior parte dei 25 arrestati ha chiesto il patteggiamento o il rito abbreviato, potendo beneficiare in entrambi i casi dello sconto di un terzo della pena. 

Solo in quattro hanno deciso di affrontare il processo con rito ordinario, fiduciosi di poter dimostrare in dibattimento la propria innocenza, dopo che il pm Paola Conti ha deciso di andare subito al sodo saltando l’udienza preliminare.

L’indagine Tsunami dei carabinieri di Ronciglione ha portato alla luce uno spaccio localizzato soprattutto nella bassa Tuscia, tra Ronciglione, Caprarola, Sutri, Nepi e Bracciano. La droga proveniva dalla capitale: hashish, marijuana, ma anche cocaina. I militari avrebbero documentato numerosi episodi di spaccio anche a minorenni, in qualche caso sentinelle molto attive nel dare una mano agli spacciatori a dribblare controlli e posti di blocco delle forze dell’ordine.

25 posizioni tutte diverse, alcune più delicate e compromesse di altre. Tra gli episodi più gravi, lo spaccio fuori dall’istituto alberghiero di Caprarola o dal pronto soccorso di Ronciglione, dove un infermiere si sarebbe dato appuntamento con uno degli arrestati per farsi consegnare sostanza stupefacente. 

Tra gli arrestati, anche due egiziani, gestori della frutteria sulla circonvallazione, chiusa sul finire del 2015. Un’altra centrale dello spaccio, secondo quanto raccolto dagli inquirenti, che continuano ad ascoltare persone informate sui fatti per capire l’effettiva ampiezza del traffico di stupefacenti. Uno dei due egiziani è tra i quattro che affronteranno il processo da maggio in poi.


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2 marzo, 2016

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