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Pescia Romana - La relazione sulle cause del decesso pronta entro giugno

Morte del piccolo Leo, a luglio i periti in aula

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Il piccolo Leonardo Sonno

Il piccolo Leonardo Sonno

Il babbo Filippo e la mamma Valentina col piccolo Leonardo Sonno

Il babbo Filippo e la mamma Valentina col piccolo Leonardo Sonno 

Pescia Romana – 4 giugno: entro quel giorno dovrà essere pronta la perizia sulle cause della morte di Leonardo Sonno, il bimbo di 3 anni e mezzo addormentatosi per sempre nel 2014, dopo l’arrivo in ospedale con la febbre altissima.

Leo sarebbe morto per meningite batterica fulminante: questa la diagnosi del medico legale che per primo si occupò del caso, eseguendo l’autopsia sul corpicino del bimbo.

Nel registro degli indagati, i due dottori Alberto Falesiedi e Simone Bosi, che visitarono Leo la sera del 21 marzo 2014 al suo ingresso al pronto soccorso dell’ospedale di Tarquinia. Rispondono di omicidio colposo, dopo aver rimandato a casa il piccolo somministrando tachipirina e antibiotico. La febbre non passò; all’alba del 22 marzo il piccolo è ancora vivo, ma quando la mamma va a controllare qualche ora dopo, Leo non respira più. 

La procura di Civitavecchia chiede l’archiviazione e i genitori si oppongono. Il gip Paola Petti dispone un nuovo accertamento tecnico: una nuova perizia, volta ad accertare le cause della morte ed eventuali responsabilità dei dottori. Leo poteva essere salvato? Attorno a questa domanda ruota il destino dei due medici attualmente indagati.

Per i difensori, Giuseppe Mariottini e Barbara Grillo, ma anche per il medico legale che eseguì l’autopsia come consulente del pm Bianca Maria Cotronei, Leo non si sarebbe salvato neanche con un ricovero, vista la rapidità con cui si sarebbe propagata l’infezione. E’ la cosiddetta sindrome di Waterhouse – Friderichsen, rara, pericolosa e veloce al punto tale da non lasciare praticamente margini di reazione.

Ma per l’avvocato dei genitori, Piersalvatore Maruccio e i suoi consulenti, gli accertamenti svolti finora sono superficiali e vanno integrati.

Ieri i periti nominati dal gip avrebbero dovuto illustrare la loro relazione in tribunale, ma non è ancora pronta. Il giudice ha fissato il 4 giugno come termine massimo per consegnarla. A luglio, l’udienza. 


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3 aprile, 2016

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