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Civitavecchia - Lo ha deciso il tribunale del Riesame - Il legale dell'ex sindaco: "Annullata l'ordinanza"

Moscherini e De Francesco tornano in libertà

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Civitavecchia - Gianni Moscherini

Civitavecchia – Gianni Moscherini 

Civitavecchia – Moscherini e De Francesco tornano in libertà.

E’ arrivata nel primo pomeriggio al decisione del tribunale del Riesame sul caso Moscherini e la tentata estorsione ai vertici dell’autorità portuale di Civitavecchia.

L’udienza davanti ai giudici romani per discutere i ricorsi degli avvocati dell’ex sindaco Gianni Moscherini e dell’ex assessore Vincenzo De Francesco, agli arresti domiciliari dalla settimana prima di Pasqua, si era svolta lo scorso 4 aprile.

Ora, entrambi tornano in libertà, dopo che il Riesame ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari applicata circa due settimane fa nei loro confronti.

“Il riesame – dice Pierluigi Bianchini, legale dell’ex sindaco insieme al professore Carlo Taormina – ha annullato l’ordinanza e rimesso in libertà sia Moscherini che De Francesco. Il tribunale ha accolto a pieno le osservazioni e le richieste della difesa. Si trattava di un’ordinanza assolutamente illegittima e pretestuosa. Priva di qualsiasi fondamento giuridico e la conseguenza è stata il naturale annullamento del Riesame. Moscherini riprende, ora, la vita normale le attività che svolgeva prima, sperando di recuperare quanto è stato pregiudicato con questo provvedimento. E’ una disavventura che vuole dimenticare”.

La procura li indagava per tentata estorsione e minacce finalizzate a costringere a commettere un reato il presidente dell’autorità portuale Pasqualino Monti e il segretario generale Maurizio Ievolella. In pratica, Moscherini e De Francesco avrebbero fatto pressioni per far utilizzare un cavatore viterbese come fornitore di materiali dalle imprese che facevano lavori al porto di Civitavecchia o per promuovere l’acquisto della cava stessa da parte delle ditte appaltatrici dei lavori al porto.

Un affare da venti milioni di euro e l’8 per cento sarebbe andato a Moscherini in forza di un contratto di mediazione con la cava.

Per meglio convincere il presidente e il segretario, Moscherini e De Francesco avrebbero lasciato a intendere di essere a conoscenza di illiceità nell’ambito dei lavori alla banchina e in possesso di documenti utili per presentare una denuncia. Denuncia che è effettivamente partita. Tra gli indagati, anche l’avvocato che l’ha sporta, Roberto Abbruzzese.

 


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6 aprile, 2016

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