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Processo “Drago bis”, scontro in aula sulle indagini

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La droga [4]

La droga sequestrata nell’operazione Drago

Viterbo - Tribunale [5]

Viterbo – Tribunale

Viterbo – “Drago bis”, è scontro sulle indagini.

Udienza movimentata, ieri, al tribunale di Viterbo. In aula accusa e difesa si scontrano sulle indagini del processo “Drago bis”. Ventuno le persone alla sbarra per favoreggiamento, accusate di aver aiutato i propri spacciatori.

“Drago bis” nasce dalla maxi operazione “Drago”: nel maggio 2012 i carabinieri arrestano quaranta persone per una lunga serie di reati contestati a vario titolo per spaccio di stupefacenti, traffico di anabolizzanti, usura, estorsione, sfruttamento della prostituzione e violenza sessuale. Un blitz attualmente che ha prodotto tre processi a seconda della gravità delle accuse e delle scelte difensive. Alcuni imputati, infatti, hanno già patteggiato la pena.

“Drago bis”, processo per favoreggiamento, è una costola di “Drago”. Ieri, davanti al giudice Giacomo Autizi, è stata battaglia tra accusa e difesa. Gli avvocati difensori hanno contestato il modo di procedere degli investigatori quando, nel 2013, convocarono in caserma gli attuali imputati. I legali ne fanno una questione di diritto di difesa violato. Gli imputati, infatti, vennero chiamati come persone informate sui fatti senza avere la possibilità di avvertire un avvocato.

Da qui la richiesta degli avvocati Remigio Sicilia, Samuele De Santis, Franco Taurchini e di tutti gli altri legali di annullare i verbali di sommarie informazioni raccolte in caserma.

I carabinieri volevano ascoltare gli attuali imputati ritenendoli clienti dei presunti spacciatori intercettati nell’operazione “Drago”. Intercettazioni fulminee del tipo “Vediamoci subito” o appuntamenti fissati al volo. Secondo le difese non basta a far pensare agli stupefacenti, mentre per il comandante dei carabinieri di Soriano nel Cimino, Paolo Lonero, era proprio il linguaggio criptato per parlare di droga senza farsi capire.


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