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Viterbo - Bimba di 8 anni testimone chiave: sarà ascoltata in audizione protetta

Botte all’ex incinta, via all’incidente probatorio

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Vincenzo Lapaglia Casciana

Vincenzo Lapaglia Casciana

La conferenza della squadra mobile

La conferenza della squadra mobile

La conferenza della squadra mobile

La conferenza della squadra mobile

Viterbo – Incidente probatorio sulla bimba di 8 anni testimone dei maltrattamenti sulla mamma.

Clara (nome di fantasia, ndr) sarà sentita a fine maggio dal gip del tribunale di Viterbo. Audizione protetta in un’aula a porte chiuse: la ragazzina racconterà davanti a magistrati e avvocati tutto quello che ha visto e subìto negli ultimi mesi.

Il compagno della madre, Vincenzo Lapaglia Casciana, artigiano siciliano 50enne, è in carcere dai primi di maggio con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e minaccia aggravata dall’uso delle armi.

Sarebbe stata proprio la bambina a confermare ai poliziotti le minacce col coltello alla madre da parte del suo convivente, mimandole ai poliziotti della squadra mobile con una penna.

Gli agenti coordinati da Fabio Zampaglione avevano raccolto il 18 aprile la denuncia della mamma di Clara, una 40enne viterbese. Per due volte era finita al pronto soccorso, decidendosi a denunciare solo dopo aver trovato la forza di confidarsi con la madre e con un’avvocatessa sua amica. Ora è in un centro di accoglienza insieme a Clara – nata da una sua precedente relazione – e al bimbo di 2 anni avuto da Lapaglia Casciana.

Agli agenti della sezione reati contro donne e minori ha raccontato delle botte anche durante la gravidanza, degli insulti, dei tentativi di lui del compagno di allontanarla perfino dalle amiche e di quelle minacce col coltello. L’uomo avrebbe anche fatto leva sui suoi precedenti per omicidio per impaurirla: “Ti faccio fare la fine di quello che ho ucciso”, le avrebbe detto più volte. Il tutto davanti alla piccola Clara, spesso destinataria anche lei di offese e attacchi d’ira: una volta le avrebbe messo a soqquadro la cameretta e rotto i giocattoli. La bambina lo avrebbe detto ai poliziotti, che hanno trovato una specie di fortino sotto il letto, dove Clara si nascondeva per sfuggire alle urla e alle botte del patrigno.

Il pm Fabrizio Tucci ha chiesto l’incidente probatorio per cristallizzare il suo racconto. Il tribunale ha detto sì e fissato l’udienza a fine mese.

Il 50enne è difeso dall’avvocato Patrizia Ruzzi. Ad assistere madre e figlia, invece, gli avvocati Samuele De Santis e Angela Ricci.

La piccola è l’unica testimone oculare dei maltrattamenti: la sua deposizione, qualora il gip decidesse di raccoglierla prima possibile e risultasse genuina, potrebbe diventare prova schiacciante contro l’artigiano.

 


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26 maggio, 2016

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