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L'irriverente

Non conveniva cancellare tout court provincia e senato?

di Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Viterbo – Potrà accadere anche nel prossimo senato di consiglieri regionali nominati senatori a gratis dai colleghi. Che cosa? Quel che succede a Viterbo, in provincia.

Nell’intervista rilasciata sabato a Ferlicca, il presidente Mazzola del consiglio provinciale, nominato dai consiglieri comunali, ha infatti messo un dito negli occhi dei colleghi assenteisti.

Anzi l’intera mano quando li ha avvertiti che la provincia “politica” non c’è più, è stata “smantellata” dalla legge e ora: “Siamo qui a tirare avanti insieme a dirigenti, segretario generale e personale, senza soldi”.

E i consiglieri? “Non l’hanno capito”, che si sta lì a Palazzo Gentili ad amministrare, a fare le cose, non a ripetere copioni rottamati di crisi e quasi crisi, di fiducie e non fiducie delle quali alla gente poco importa, come dimostra il disinteresse verso la cosiddetta crisi del comune capoluogo: aperta a dicembre, seguita da mesi di chiacchiere e, poi… come niente fosse.

Il senato sarà abolito ma continuerà ad esserci, come la provincia abolita è ancora lì. Farà le leggi, potrà metter becco (ed allungare i tempi) su proposte licenziate dalla Camera, avrà materie specifiche su cui pronunciarsi, farà sedute e discussioni o meglio le faranno i consiglieri regionali e qualche sindaco eletti dai consigli regionali.

Gente che sarà sindaco, consigliere regionale, senatore e, qui sta il bello, a gratis: uno dei lavori sarà perciò in nero.

Come in provincia, dove siedono consiglieri provinciali che sono anche consiglieri comunali e per loro neanche il benefit dell’immunità che invece è concessa ai senatori.

Davvero, allora, questi lavoreranno a gratis e in trasferta, mentre i deputati continueranno a incassare quanto incassano nell’oggi e quando andranno in pensione?

Ha proprio ragione Mazzola che con la sua proverbiale schiettezza dice “Sono qui a costo zero, anzi sostengo spese dal pranzo e non solo, coi soldi miei, senza rimborsi. Se devo resto, se no me ne vado”. Giusto e chapeau!

In una piccola provincia si fa e si potrà fare, ma ce li vediamo i senatori consiglieri regionali che per un doppio lavoro gratis dovranno pure pagarsi l’albergo a Roma?

Le riforme vanno bene, l’ipocrisia no. Non conveniva “cancellare” tout court Provincia e Senato?

Renzo Trappolini

9 maggio, 2016

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