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Regione Lazio - Riccardo Valentini (Pd) anuncia di voler presentare il provvedimento in commissione agricoltura

“Una risoluzione a sostegno dell’ovicaprino”

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Riccardo Valentini

Riccardo Valentini

Viterbo – “Pieno sostegno al settore ovicaprino laziale e a un mondo che per il nostro territorio ha anche un importantissimo valore sociale e ambientale.

Nella prossima seduta della Commissione Agricoltura presenteremo una risoluzione a sostegno del settore con l’auspicio che possa essere condivisa da tutte le forze politiche”.

A dichiararlo è Riccardo Valentini, consigliere regionale del Partito Democratico e vice presidente della Commissione agricoltura della Regione Lazio.

Il 90% della produzione di latte e di carne di pecora in Italia si concentra in tre regioni: Sardegna, Lazio e Toscana. Se nella trasformazione del latte in formaggi gli industriali sardi hanno conquistato un ruolo predominante, nella lavorazione delle carni, con la presenza dell’industria Ilco di Acquapendente, il ruolo di leader spetta al Lazio.

“Interventi per la filiera produttiva e per i marchi di qualità, interventi per i danni da fauna selvatica e per il contenimento dei cinghiali e dei lupi e valorizzazione prodotti carne e latte, sono queste – prosegue Valentini – le linee guida della risoluzione che sostiene le proposte degli operatori della filiera ovicaprina.

Pertanto sostegno ai trasformatori laziali che producono pecorino con il marchio ‘Pecorino romano del Lazio’, affinché il consorzio di tutela del pecorino romano conceda una deroga all’introduzione di quote di produzione per la produzione del Lazio.

Intervento al Mipaaf, affinché il ministro si faccia attore di un’iniziativa verso il consorzio di tutela del pecorino romano per la concessione della deroga per il prodotto ‘Pecorino romano del Lazio’ e per l’introduzione di una distinzione del contingentamento tra il pecorino romano prodotto in Sardegna e quello prodotto nel Lazio.

Riconoscimento della cooperativa Doganella di Canino come Organizzazione di produttori e promozione di due accordi di filiera nel Programma di Sviluppo Rurale della Regione Lazio, uno per il latte e uno per la carne ovina, che coinvolgano i produttori agricoli, l’industria di trasformazione e la grande distribuzione.

Riconoscimento e valorizzazione del marchio ‘Cacio di Roma’ come ulteriore marchio di qualità della produzione laziale dopo il pecorino romano del Lazio, la ricotta romana e l’abbacchio romano.

Richiesta all’Unione Europea per la concessione della riserva dell’uso del nome ‘Abbacchio’ a favore del consorzio di tutela del ‘Abbacchio romano’ Igp e sottoscrizione con l’industria di trasformazione di un accordo pluriennale per la definizione del prezzo del latte ovino destinato alle produzioni laziali e marchio di qualità”.

Per quanto riguarda invece i danni da fauna selvatica, le richieste riguardano l’approvazione del piano faunistico regionale e l’autorizzazione Ispra per un piano di abbattimenti selettivi dei cinghiali; l’approvazione del calendario venatorio della regione Lazio entro il 12 giugno, come per legge; l’approvazione del regolamento regionale per la disciplina della caccia al cinghiale; la destinazione nell’ ambito del PSR 2014/2020 di interventi efficaci ed adeguate risorse per i danni da fauna selvatica; un intervento di sostegno per l’abbattimento dei costi di gestione dello smaltimento delle carcasse degli animali morti.

Infine, sul fronte della valorizzazione prodotti carne e latte, gli obiettivi – spiega Valentini – “riguardano la valorizzazione del marchio Igp ‘Abbacchio romano’ tramite campagne di educazione alimentare nelle scuole per incrementare il consumo della carne di agnello, soprattutto dai bambini a cominciare dalle mense scolastiche, e – conclude Valentini – la valorizzazione e promozione della trasformazione del latte attraverso la diversificazione dei prodotti e realizzazione di campagne di educazione alimentare per affermare il valore salutistico del consumo di formaggio per chi soffre di osteoporosi”.


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14 maggio, 2016

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