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Ronciglione - Tribunale - Ieri prima udienza per i quattro imputati

Tsunami della droga, via al processo

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Operazione Tsunami dei carabinieri - Un panetto di droga

Operazione Tsunami dei carabinieri – Un panetto di droga

Operazione Tsunami - Il materiale sequestrato dai carabinieri

Operazione Tsunami – Il materiale sequestrato dai carabinieri

Operazione Tsunami dei carabinieri

Operazione Tsunami dei carabinieri

Ronciglione – Tsunami della droga, via al processo.

Arriva in tribunale la vicenda giudiziaria nata dalla maxiretata dei carabinieri di Ronciglione. A sei mesi dal blitz, inizia il processo. Ieri prima udienza di ammissione prove davanti al collegio presieduto da Rita Cialoni; a latere Giacomo Autizi e Filippo Nisi.

Quattro imputati: Matteo Gambaccini, Sandro Soviero, Akl El-Said Akl Abouelseoud detto “Amin” e Alessandro Ferrari. Gli altri sedici hanno chiesto il patteggiamento o il rito abbreviato, potendo beneficiare in entrambi i casi dello sconto di un terzo della pena in caso di condanna.

21 arresti, 150 carabinieri impegnati, 20 capi d’imputazione in 250 pagine d’accusa. Era questa l’operazione Tsunami, scattata nel novembre 2015 per stroncare quello che, per il pm Paola Conti, è un ampio traffico di droga nella bassa Tuscia: Ronciglione, Caprarola, Sutri, Nepi e Bracciano.

Hashish e marijuana, ma anche cocaina. Stupefacenti provenienti dalla Capitale. Centrale dello spaccio una frutteria sulla circonvallazione, gestita dall’egiziano a processo e dal fratello.

L’architrave dell’accusa è una lunga serie di intercettazioni. Per andare a prendere lo stupefacente, gli indagati parlavano di “passeggiate”, “pranzi” e “caffè” sempre “alla solita ora”. Ma anche di “anticaduta per capelli”, per indicare le dosi.

Secondo i carabinieri, il mercato coinvolgeva anche giovanissimi, che spesso non arrivavano neppure ai 25 anni. In più di un caso, i baby clienti avrebbero collaborato facendo da sentinelle ai presunti spacciatori: “Occhio che piove al monumento” era una delle frasi criptiche per indicare posti di blocco dei carabinieri o la loro presenza nei paraggi.

Il giro di testimonianze inizia l’anno prossimo: la nuova udienza è fissata a maggio 2017.


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4 maggio, 2016

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