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Viterbo - L'imprenditore Comin imputato insieme al suo ex collaboratore Ceccarelli

Appalti truccati, manager dei rifiuti a processo

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La forestale

La forestale

Viterbo – (s.m.) – Appalti milionari con ribassi ridicoli.
La Gesta di Cristian Comin se li sarebbe aggiudicati grazie agli uomini giusti. Sempre i soliti, per gli inquirenti: Alessandro Ceccarelli, ex collaboratore Gesta, e Angela Ruggeri, funzionaria comunale, sarebbero stati i punti di riferimento di Comin, quando c’era qualche appalto da vincere per la raccolta rifiuti nel Viterbese o nel Reatino.

Tutti e tre sono finiti sotto inchiesta per turbativa d’asta nel 2015. Adesso per Comin e Ceccarelli si è aperto il processo a Viterbo, mentre gli atti riguardanti la funzionaria comunale di Collevecchio (Rieti) Angela Ruggeri sono passati al tribunale reatino per competenza territoriale. 

La prima udienza davanti al giudice di Viterbo Silvia Mattei è slittata a settembre, dopo il legittimo impedimento avanzato dalla difesa di Ceccarelli. Nel frattempo, per la Gesta, il tribunale di Treviso avrebbe avviato nel 2015 la procedura di fallimento.

Su Gesta ‘pigliatutto’, vincitrice anni fa di numerosi appalti in provincia e non, i forestali del Nipaf comincia a indagare nel 2010. Comin, 40enne, imprenditore veneto, viene iscritto prima nel registro degli indagati per il giro di appalti pilotati della differenziata. Fascicolo inchiodato da due anni a un’udienza preliminare con 13 imputati che non decolla, mentre l’inchiesta appena approdata in tribunale riguarda cinque appalti banditi tra 2012 e 2013 nel Viterbese e nel Reatino.

Il più impopolare fu quello del Consorzio Teverina, affidato alla Gesta per 3 milioni 470mila euro e successivamente revocato. Fioccarono denunce e segnalazioni di quella che era diventata una vera e propria emergenza rifiuti su tutto il versante della Teverina (Bagnoregio, Lubriano, Graffignano, Civitella d’Agliano, Celleno e Castiglione in Teverina): l’immondizia si accumulava in strada senza essere raccolta. L’appalto era andato alla Gesta con un ribasso dello 0,1 per cento. Grazie a Ceccarelli, contemporaneamente ex collaboratore Gesta e incaricato di predisporre gli atti di gara, Comin sarebbe stato indirizzato su come impostare l’offerta sbaragliando gli altri partecipanti. Per i pm titolari dell’inchiesta Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci, di fatto, “è stato impedito alle imprese concorrenti di partecipare”.

I magistrati ritengono che il copione sia stato lo stesso per gli altri appalti dell’unione dei comuni Nova Sabina, Carbognano, Collevecchio (Rieti) e Canino. “Clausole concordate” tra Ceccarelli e Comin, con Ceccarelli sempre nel doppio ruolo di consulente dei comuni e ‘amico’ della Gesta. Non a caso, secondo l’accusa, nei capitolati di gara venivano chiesti alle imprese partecipanti requisiti tagliati a misura della Gesta, come l’esperienza pregressa nel servizio di raccolta porta a porta in paesi con almeno 3mila o 5mila abitanti nel 2009, 2010 e 2011. 

3 milioni e passa per l’appalto del Consorzio Teverina. Altri 3 per Nova Sabina. 300mila euro circa per la gara di Carbognano. Un milione per Collevecchio (Rieti) e 2 milioni 470mila euro per Canino. Gare aggiudicate praticamente a prezzo pieno: il ribasso più alto è dell’1 per cento.


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22 giugno, 2016

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