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Viterbo - Compagna di un pluripregiudicato, avrebbe fatto parte anche lei della banda

Rapinatori mascherati, a giudizio la psicologa

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Operazione The Mask - Le maschere sequestrate

Operazione The Mask – Le maschere sequestrate

Operazione The Mask - I rapinatori in azione e a fianco la maschera

Operazione The Mask – I rapinatori in azione e a fianco la maschera

Operazione The Mask - Le immagini dei rapinatori in azione

Operazione The Mask – Le immagini dei rapinatori in azione

Operazione The Mask - Le immagini dei rapinatori in azione

Operazione The Mask – Le immagini dei rapinatori in azione

Operazione The Mask - Tutto l'occorrente per le rapine in banca sequestrato dai carabinieri

Operazione The Mask – Tutto l’occorrente per le rapine in banca sequestrato dai carabinieri

Viterbo – La chiamarono operazione “The mask”, come le maschere indossate dai rapinatori per mettere a segno i colpi in banca.

Ha preso il via ieri il processo ai banditi mascherati accusati di aver assaltato istituti di credito in provincia tra l’estate e l’autunno 2015.

Vasanello, Narni, Nepi. Tre colpi in tre mesi per un bottino di 150mila euro. 

Sei arresti, a novembre dell’anno scorso, ma a giudizio c’è un’unica imputata: la psicologa, compagna di Daniele Virgutto, 51enne figlio di un membro della banda della Magliana, arrestato in “The mask” e ancora in carcere a Mammagialla.

Era la psicologa, secondo gli inquirenti, a fare il primo giro di ricognizione alle banche per testare gli obiettivi. Sopralluoghi che, stando alle indagini, servivano per fotografare i luoghi, visionare le posizioni di banconi, casseforti e telecamere, prendere nota del numero dei dipendenti e relazionare il gruppo. 

A sette mesi dal blitz dei carabinieri del nucleo investigativo di Viterbo e del Norm di Civita Castellana il bilancio è di un’imputata a processo, tre richieste di patteggiamento (tra cui anche quella di Virgutto) e una di archiviazione, mentre un membro della banda sarebbe morto in carcere stroncato da malore.

Le accuse vanno dalla rapina aggravata al sequestro di persona, passando per ricettazione, furto e danneggiamento.

I componenti erano tutti romani e professionisti. Per arrivare sugli obiettivi usavano macchine affittate o rubate, le targhe nascoste per non lasciare tracce.

I carabinieri sequestrarono un armamentario di parrucche, maschere in gomma e bastoni per minacciare i dipendenti, puntualmente rinchiusi nel bagno. Dall’Unicredit di Vasanello riuscirono a portare via 18mila euro. 8mila dalla banca di Spoleto a Narni. 13mila dalla Bcc di Nepi. 

Virgutto, con precedenti anche per tentato duplice omicidio ed evasione, si era rinchiuso nel cassettone del letto con il suo cane dobermann per sfuggire alla cattura. Su di lui pendeva un mandato di arresto europeo sempre per rapina. Pensava di essere al sicuro a casa della compagna: non immaginava che anche lei, la psicologa insospettabile, era ricercata dai carabinieri viterbesi.


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15 giugno, 2016

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