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Ronciglione - Morte della cavalla Tiffany - La testimonianza dell'ex responsabile dell'ufficio tecnico

“Corse a vuoto, fu l’Unire a decidere il percorso”

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La caduta della cavalla Tiffany

La caduta della cavalla Tiffany

Massimo Sangiorgi e Luciano Camilli

Massimo Sangiorgi e Luciano Camilli

Ronciglione – “In quel punto non era mai caduto un cavallo”.

Parola ai testimoni della difesa al processo per la morte della cavalla Tiffany, alle prove delle corse a vuoto di Ronciglione. Imputati per maltrattamento degli animali, a cinque anni dai fatti (marzo 2011) l’ex sindaco di Ronciglione Massimo Sangiorgi e il presidente della proloco Luciano Camilli.

Secondo l’ex responsabile dell’ufficio tecnico Pino Cruciani – inizialmente indagato per falso nel fascicolo Tiffany e poi archiviato – il percorso fu stabilito in particolare dal tecnico dell’Unione nazionale incremento razze equine (Unire), membro della commissione comunale pubblico spettacolo. 

Cruciani lo ha ripetuto più volte, ieri, testimoniando davanti al giudice del tribunale di Viterbo Roberto Migno: “E’ stato l’Unire a fissare le modalità di allestimento del percorso. A decidere dove posizionare materassi e barriere di protezione. A stabilire che lì dov’è caduta Tiffany non dovevano essere messi né materassi, né altro materiale per attutire un’eventuale caduta dei cavalli. Del resto in quel punto, il più ampio del percorso in piena piazza della nave, non è mai caduto un cavallo”. Gli ultimi incidenti nella storia del palio si sono verificati per lo più in corrispondenza di strettoie come l’arco che separa via Roma da via Garibaldi e, soprattutto, alla curva del Gricio, tra la piazza e Montecavallo.

Il pm Paola Micheli obietta che la commissione pubblico spettacolo era presieduta dal sindaco. “Certo – ha spiegato Cruciani -. Ma dentro la commissione ognuno dei componenti ha dato il proprio contributo in base alle sue competenze. L’Unire aveva competenze tecniche e la commissione ha avallato le decisioni dei tecnici”.

Prima di Cruciani parla il veterinario dell’ippodromo di Capannelle Giuliano Germano, consulente della difesa. Secondo Germano “Tiffany non è scivolata, è piombata direttamente sulla barriera. Forse non l’ha vista. Sicuramente è stata una disgrazia, perché nessuno avrebbe mai voluto quello che è successo”.

A novembre la sentenza.


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1 luglio, 2016

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