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Viterbo - Inchiesta Anubi - Tangenti per i funerali - Si attende l'udienza preliminare

Business dei morti, 15 richieste di rinvio a giudizio

di Stefania Moretti

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Operazione Anubi - arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle - Il passaggio di denaro

Operazione Anubi – Arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle – Il passaggio di denaro

Operazione Anubi - arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle - Il passaggio di denaro

Operazione Anubi – Arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle – Il passaggio di denaro

Operazione Anubi - arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle - Il passaggio di denaro

Operazione Anubi – Arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle – Il passaggio di denaro

Viterbo – Quindici richieste di rinvio a giudizio.

A processo per le tangenti all’ospedale la procura vuole tutti coloro che hanno allungato banconote ai necrofori di Belcolle. Titolari di agenzie di pompe funebri o semplici collaboratori. Purché ripresi delle telecamere piazzate dagli investigatori in ospedale.

Evolve così l’inchiesta Anubi della procura di Viterbo. Dei 37 indagati iniziali per corruzione, il pm Paola Conti ha scelto di portare avanti solo 15 posizioni, stringendo sui tre necrofori di Belcolle e su tutti coloro che le intercettazioni ambientali hanno ‘fotografato’ nell’atto di consegnargli soldi.

Un’indagine quasi interamente basata su intercettazioni, quella del nucleo investigativo dei carabinieri di Viterbo. Gli investigatori si mettono al lavoro nel settembre 2013, dopo l’esposto del direttore sanitario di Belcolle Giuseppe Cimarello. A sollecitarlo, tutti gli impresari di pompe funebri fuori dal giro perché non pagavano, stanchi di subire la concorrenza sleale di chi si sarebbe prestato al gioco facendo affari.

Un fascicolo che ha svelato un presunto business del caro estinto anche a Viterbo. “Un sistema rodato e consolidato”, ha scritto il gip Francesco Rigato nell’ordinanza che, nel maggio 2014, spedì ai domiciliari i tre necrofori Carlo Eleuteri, Fabrizio Valeriani e Floriano Franklin Canela, tornati liberi tra settembre e ottobre 2014. “Prassi” e “tariffario fisso”, secondo il gip firmatario dell’ordinanza: al prezzo di 50 euro a morto, i necrofori avrebbero aiutato alcuni impresari di pompe funebri – quelli che pagavano, secondo la procura – ad accaparrarsi i funerali o a ottenere la camera mortuaria più grande o prima dell’orario stabilito.

Vantaggi al modico prezzo di 50 euro, per gli imprenditori. Mentre i necrofori avrebbero ricavato un secondo stipendio intorno ai 1500 euro mensili, stando ai calcoli degli investigatori.

I quindici indagati aspettano l’udienza preliminare.

Stefania Moretti


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21 agosto, 2016

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