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Viterbo - Il compagno di Deborah Laezza portato in carcere ieri mattina

L’eroina comprata per conto del convivente

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Luigi Di Mattia

Luigi Di Mattia

Luigi Di Mattia e Deborah Laezza

Luigi Di Mattia e Deborah Laezza

Viterbo - Donna trovata morta in casa - I carabinieri

Viterbo – Donna trovata morta in casa – I carabinieri

Viterbo - Donna trovata morta in casa - I carabinieri

Viterbo – Donna trovata morta in casa – I carabinieri

Viterbo – L’eroina che l’ha uccisa non era per lei.
Secondo le prime indagini, Deborah Laezza l’aveva comprata per conto del compagno Luigi Di Mattia, 37 anni, originario di Napoli ma residente da anni a Viterbo e da mesi nell’appartamento in cui Deborah è morta il primo agosto.

Per Di Mattia, da ieri, si sono riaperte le porte del carcere. In quella casa al quartiere Santa Barbara di Viterbo, dove conviveva con Deborah, Di Mattia si trovava agli arresti domiciliari per una rapina all’Eurospin di Perugia nel dicembre 2015.

Il tribunale di Perugia, su richiesta della procura umbra, ha disposto ieri l’aggravamento della misura cautelare. Il 37enne non può più stare ai domiciliari per una lunga serie di ragioni. Anche di stretta sopravvivenza.

Deborah, la sua convivente 31enne, era l’unica che Di Mattia fosse autorizzato a vedere e frequentare, durante la sua permanenza ai domiciliari. Era anche l’unica che potesse prendersi cura di lui. Portargli da mangiare. Provvedere in genere alle sue necessità. Tra queste, per Di Mattia, tossicodipendente, anche quella di comprare l’eroina.

Nel suo provvedimento, l’autorità giudiziaria perugina parla proprio di “droga comprata su mandato di Di Mattia”. La stessa droga che ha finito per uccidere Deborah, per overdose o per embolia, ma al momento il compagno non risulta indagato in alcun modo per l’omicidio della ragazza. 

Sulla morte di Deborah è stato aperto un fascicolo intestato al procuratore capo di Viterbo Paolo Auriemma. Ipotesi: morte per conseguenza di altro reato (lo spaccio). Si indaga ancora contro ignoti, cercando di stringere il cerchio sulla persona che ha venduto la dose di eroina a Deborah, destinata al compagno.

Di Mattia è stato portato in carcere per aver violato le prescrizioni cui era sottoposto stando ai domiciliari. Oltre ad aver commissionato l’acquisto di eroina a Perugia alla compagna, risulterebbe aver cercato in più occasioni contatti con l’esterno. In particolare, avrebbe telefonato ad alcuni conoscenti. Cosa che non avrebbe potuto fare dai domiciliari. Come anche andare a potare le piante sotto casa: lui stesso lo avrebbe detto agli investigatori, che avevano notato evidenti ferite addosso al 37enne, da lui spiegate con quel giardinaggio inopportuno e proibito, nella sua condizione.

Il provvedimento del tribunale di Perugia è stato emesso due giorni fa. I carabinieri del nucleo investigativo di Viterbo l’hanno eseguito ieri mattina, accompagnando Di Mattia a Mammagialla. 

Nel frattempo, l’appartamento in cui la coppia abitava è stato restituito all’Ater. Sulla figlia di Deborah, una bimba di soli 7 anni che ha trovato per prima la mamma senza vita, deciderà il tribunale dei minori. Deborah ha lasciato anche un altro figlio più piccolo. “Una ragazza buona che ha sofferto in vita – l’ha ricordata giovedì ai funerali don Carlo Sperapani nell’omelia -. Ha dato tutto l’amore immaginabile ai figli e alla famiglia. Ringraziamo Dio per avercela donata”.


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6 agosto, 2016

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