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Viterbo - Comune - Buzzi (FdI) pretende chiarezza: "Sul progetto dall'amministrazione troppi atteggiamenti poco chiari"

“Che ci volete aprire all’Ex Leclerc?”

Luigi Maria Buzzi

Luigi Maria Buzzi

Viterbo – (p.p.) – “Che ci volete aprire all’Ex Leclerc?”.

Decathlon o non Decathlon? Domanda più amletica non ci poteva essere, almeno per l’amministrazione Michelini che, sulla questione, come sostiene il consigliere Luigi Maria Buzzi (FdI), non riesce a dare risposte.

“FdI – dice Buzzi – fu tra i primi a tirare fuori il problema. Stando a Villanova, ho visto l’evoluzione del progetto. Dunque, ho chiesto se era vera l’apertura di Decathlon in quella struttura. La risposta, che è agli atti, fu che gli uffici, al momento, non avevano alcun tipo di riscontro. Né da parte di Decathlon, né da parte di altri soggetti.

Ora che le voci si fanno sempre più insistenti, essendo il capannone ormai quasi finito, vogliamo capire. Nessuna risposta è stata data nemmeno alla consigliera Minchella che sollevò lo stesso problema, interrogando sindaco e assessora Perà.

Non credo che ci saranno 150 posti di lavoro. Magari fosse così, ma è difficile. E’ vero invece che ci sta una grossa attesa occupazionale. So di gente che ha presentato al sito di Decathlon la propria candidatura. La Perà, a suo tempo, disse appunto che Decathlon, con una nota, aveva detto che non avrebbe aperto a Viterbo.

Come mai però ci sono queste voci insistenti e cosa davvero ci si aprirà? Ci saranno prospettive occupazionali? Cosa c’entra il Comune? Si tratta sicuramente di soggetti privati e se stanno costruendo legittimamente, mi chiedo il perché di tutto questo segreto. Ci sono una serie di cose opache”.

Buzzi dovrà attendere per avere delle risposte. Sulla questione, si doveva discutere giovedì in prima commissione. Il punto è stato stralciato e inserito all’odg della seconda convocata per il giorno dopo.

“Non mi meraviglio. Già noi avevamo fatto presente che la commissione competente non era stata convocata. A volte capita che i temi non siano specificatamente ascrivibili a un’unica commissione per cui se ne fanno di congiunte. Visto che, a breve, sarebbe stata convocata la prima, abbiamo deciso di incardinarla in quella per iniziare il discorso e poi magari proseguirlo in un’altra.

Si conosceva questo risvolto e il fatto che solo ora sia stato sollevato non fa che aumentare quella aurea di stranezza sulla vicenda. Una serie di comportamenti dell’amministrazione non fanno altro che rendere più difficile la lettura di quello che sta avvenendo. Basterebbe essere chiari”.

Giovedì, intanto, era prevista la richiesta di audizione di Alessandro Pascolini, relativamente alla richiesta di responsabilità civile dopo il fallimento di Tusciaexpo.

“Prima ci è stato detto che, finché non era in liquidazione, non poteva essere fatta. Adesso che lo è, la risposta è la stessa, perché ormai non c’è più rapporto con gli amministratori, ma col liquidatore. Delle due, l’una. O è stata detta una cosa falsa prima, o è stata detta ora.

Si era quindi chiesta la presenza di Pascolini in commissione, che di per sé, non è né un dirigente né un impiegato dell’amministrazione apicale. Per cui che valore hanno le sue risposte? Nessuno.

Ci è stata comunque comunicata la sua impossibilità a partecipare alla seduta. Ci può stare, perché è un periodo di ferie. La cosa assurda però è che chiede di mandare per iscritto le nostre argomentazioni a cui poi risponderà. Secondo me questa cosa non va bene.

Non ha senso. O c’è lui o non se ne fa nulla. Aspetteremo quindi che torni a Viterbo e faremo l’audizione in commissione, se davvero vuole svolgere appieno il suo ruolo. Altrimenti, dirà che non vuole presenziare”.

3 agosto, 2016

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