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Economia - La Tuscia di nuovo su Gambero Rosso

“Il lago di Bolsena, un lago immerso nella storia”

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Lago di Bolsena

Lago di Bolsena

Marta - Il lago di Bolsena

Marta – Il lago di Bolsena

Il lago di Bolsena

Il lago di Bolsena

Capodimonte

Capodimonte

Il lago di Bolsena

Il lago di Bolsena

Il lago di Bolsena su Gambero Rosso

Il lago di Bolsena su Gambero Rosso

Viterbo – “Sull’antica via Francigena, nel complesso del Vulsinio, c’è il lago vulcanico più grande d’Italia: il lago di Bolsena. Malgrado questo record, con i suoi 113 chilometri il lago di Bolsena rientra a pieno titolo nei laghi ‘minori’ del nostro paese: nei dintorni piccoli paesi gioiello, specialità gastronomiche da scoprire e percorsi naturali sorprendenti”.

La Tuscia finisce di nuovo su Gambero Rosso. Questa volta la nota rivista parte dal lago di Bolsena per andare alla scoperta del Viterbese. Storia, itinerari turistici, luoghi d’interesse e ovviamente piatti tipici.

Il lago di Bolsena, un lago immerso nella storia. “Interamente racchiuso nella provincia di Viterbo, il lago di Bolsena riserva non poche sorprese ai turisti che lo visitano – scrive la giornalista Francesca Fiore -. Nei campi intorno crescono viti, ulivi, frutta e ortaggi, che si alternano ai boschi di querce e castagni, poco più distanti. Racchiuso fra il monte Bisenzio e la penisola di Capodimonte, le sue coste sono generalmente basse e sabbiose, ideali per fare il bagno o pescare, sebbene in alcuni punti siano più paludose. Importante centro per gli Etruschi, il lago di Bolsena è citato da Plinio nella sua Naturalis Historia: qui si svolge la drammatica vicenda di santa Cristina, martirizzata sotto l’imperatore Diocleziano, all’inizio del quarto secolo, che poi diventerà santa Cristina da Bolsena ed è tuttora la patrona del lago”.

Due le isole del lago. “A poca distanza dalle rive del lago – continua Fiore – sorgono due piccole isole, l’isola Bisentina e l’isola Martana. Secondo la tradizione cristiana quest’ultima, la più piccola, avrebbe custodito le spoglie della santa perché non cadessero preda dei barbari. Non solo: l’isola Martana, che prende il nome dall’unico affluente del lago, il fiume Marta, è stata in passato teatro di un’altra tragedia, quella di Amalasunta, regina dei Goti, che prese il potere alla morte di Teodorico, nel 526. Dopo essere stata portata con l’inganno sull’isola, vi fu trucidata dal cugino Teodato: è ancora presente, nella parte orientale dell’isola, una targa in sua memoria”.

Ma cosa vedere al lago di Bolsena? Gambero Rosso consiglia alcuni itinerari turistici e attività. “Il lago di Bolsena – si legge nell’articolo – offre diversi percorsi e attrattive turistiche, grazie anche alla ricchezza di flora e fauna. La più grande delle due isole, la Bisentina, è del tutto circumnavigabile e spesso dalle coste del lago partono battelli di turisti per visitarla: la natura qui è quasi incontaminata, tranne che nella parte dominata dai giardini all’italiana, e i panorami sono mozzafiato. Sull’isola si trovano numerosi monumenti, come la chiesa dei santi Giacomo e Cristoforo, il convento francescano, la villa dell’isola e la terribile malta dei papi: un carcere cavato nella terra destinato a segregare a vita i condannati per eresia”.

Trekking, bird-watching, vela, canoa. Ma anche tiro con l’arco, mountain bike, parapendio, immersioni ed equitazioni. Senza dimenticare il relax, magari alle terme. “A poca distanza dal lago – sottolinea Fiore – si trovano diverse aree con sorgenti di acqua termale, già utilizzate dagli etruschi per la cura del corpo e per il relax, anche grazie alle notevoli proprietà benefiche delle fonti. Esistono diversi tratti di balneazione libera e importanti stabilimenti, fra cui il più grande a Bolsena, le Terme dei Papi.

La bellezza della flora del lago invoglia i turisti a partecipare alle varie escursioni: sono diversi i percorsi di trekking da fare in queste zone, per ammirare le insenature segrete, gli anfratti ricchi di vegetazione, i reperti storici che si trovano lungo i sentieri intono al lago. La ricchezza del territorio attrae varie specie di uccelli acquatici, che sostano nel lago durante le migrazioni: gli amanti del bird-watching potranno dunque ammirare folaghe, garzette, aironi cenerini, svassi maggiori e minori e molte altre specie, oltre naturalmente a quelle presenti tutto l’anno sulle rive del lago, come gabbiani e cigni.

Per chi fosse interessato ad attività più sportive, il lago offre molti tipi di attività: dalle scuole di vela alla canoa, dal tiro con l’arco alle gite in mountain bike, passando per parapendio e immersioni subacquee e tour a cavallo”.

Ma cosa visitare nei dintorni del lago? Gambero Rosso consiglia anche questo. “Se non avete voglia di sostare a oltranza sulle rive del lago, potete visitare i dintorni ricchi di storia e arte. Nella cittadina di Bolsena, ai piedi del lago, sono diversi i monumenti da ammirare: la collegiata di santa Cristina che racchiude tre chiese comunicanti tra loro dall’interno, le catacombe del quarto secolo, il castello Monaldeschi della Cervara, la fontana di san Rocco, le porte di san Giovanni e san Francesco.

Allargando il raggio d’azione – si legge – intorno a Bolsena si trovano diversi centri che non lasceranno delusi i turisti: Civita di Bagnoreggio, Montefiascone, Capodimonte. A poco più di 20 chilometri si trova la città che muore, Civita di Bagnoreggio: abbarbicata sullo sperone di tufo che si erge nella valle dei Calanchi, modellata da secoli di erosione, rivela tutta la sua bellezza in maniera improvvisa, anche grazie al fatto che la struttura della città è rimasta intatta dalla fine del 16esimo secolo. Per godere di un panorama a 360 gradi, Montefiascone fa al caso vostro: a 640 metri di altezza sul mare, offre un panorama che va dal mar Tirreno alla Maremma, dai monti dell’Umbria ai monti Cimini, dai monti della Tolfa alla conca del lago. Ai suoi piedi una vallata ricca di ulivi e vigneti dove si produce il vino locale: Est!Est!!Est!!!. Imperdibile, poi, una visita alla gemma del lago di Bolsena, Capodimonte: arroccato su una penisola della riva sud occidentale del lago, a 334 metri, è meta di turisti e non solo in estate”.

Infine, com’è nell’anima di Gambero Rosso, una lista dei principali piatti tipici del lago. Dal coregone, alla sbroscia ai latterini. “Nei dintorni del lago, il re della tavola è naturalmente il pesce d’acqua dolce: coregone, persico, luccio, cefalo, trota e anguilla. Il coregone è forse il più amato dagli abitanti del luogo: le due ricette più celebri lo vogliono cucinato alla mugnaia, cioè cotto in padella dopo essere stato infarinato, e alla bolsanese, ovvero al forno con l’aceto.

Il piatto tipico dei pescatori del lago è la sbroscia, una zuppa di pesce con patate, cipolla, pomodoro e mentuccia, da servire su fette di pane raffermo. Altri piatti tipici dei dintorni sono i latterini alla brace, secondo la vecchia usanza dei pescatori di mangiare i pesci al mattino, cotti sui carboni ardenti, e la minestra di tinca, che si mangia con i tagliolini cotti nel suo brodo. Nei dintorni, inoltre, si producono diversi vini da accompagnare ai piatti locali: oltre al già citato Est!!!Est!!!Est!!!, la Cannaiola di Marta e l’Aleatico di Gradoli”.

E per gustare appieno i sapori e i profumi del lago di Bolsena, l’articolo chiude con una piccola guida con il meglio delle selezioni del Gambero Rosso. Non solo ristoranti, ma anche pizzerie, bar e pasticcerie.


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24 agosto, 2016

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