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Montefiscone - Cgil, Cisl e Uil sul piede di guerra

“Il nuovo orario del Comune anacronistico e riduttivo”

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Il comune di Montefiascone

Il comune di Montefiascone

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il  29 agosto si è tenuta l’assemblea del personale dipendente del Comune di Montefiascone per discutere sulla determinazione del nuovo orario di lavoro, adottata con delibera della giunta 180 del 10 agosto 2016.

L’assemblea, udite le relazioni delle organizzazioni sindacali che hanno illustrato tutti i vari passaggi avvenuti, ad iniziare dall’informativa ricevuta, gli aspetti normativi che regolano la materia, le argomentazioni esposte a supporto delle proprie posizioni nell’unico incontro con la controparte, evidenzia quanto che è inconcepibile che un’amministrazione da poco insediata abbia evitato ogni opportunità di confronto pur se richiesto con le rappresentanze dei lavoratori, organizzazioni sindacali e rsu, delegando all’incontro il segretario comunale su un argomento così importante per i servizi al cittadino. E’ inspiegabile come sull’atto decisionale (Delibera G.M. n. 180 del 10/08/2016) non sia riportato l’esito dell’incontro sindacale e le posizioni delle parti. E’ sicuramente incomprensibile e grave che nell’atto citato non sia riportato neanche il parere – che non è certamente favorevole – del Comitato Unico di Garanzia sulle pari opportunità e la valorizzazione del benessere di chi lavora, che in questi casi è obbligatorio e preventivo.

Tutto ciò dimostra una volontà di non ascoltare che sfiora l’arroganza.

Nel merito della problematica ricorda che l’attuale articolazione dell’orario, in vigore nell’Ente da oltre un decennio, non è frutto di richieste sindacali o dei lavoratori, ma di precise disposizioni di legge (vedi D.Lgs. 29/93, Legge 724/2004 e varie circolari applicative) che invitavano le amministrazioni pubbliche ad ampliare la fruibilità dei servizi anche nelle ore pomeridiane, adeguando ed articolando conseguentemente l’orario di lavoro dei dipendenti.

Pertanto, in considerazione che ad oggi di fatto veniva garantito un servizio su 42 ore settimanali compresi due pomeriggi ed il sabato pur se in forma ridotta, questo ritorno all’orario di 36 ore ripartito su sei giorni (dal lunedì al sabato) solo mattutino risulta anacronistico e riduttivo per il cittadino.

Tale decisione è preoccupante per il personale dipendente in quanto non aiuta a migliorare la fruibilità dei servizi ed il rapporto con l’utente, che si vede ridotta la possibilità di interloquire con la pubblica amministrazione e, oltre che dannosa per il cittadino, può risultare lesiva anche per l’immagine già compromessa del lavoratore pubblico.

L’assemblea soprassiede su considerazioni di carattere economico, pur se una delle motivazioni della scelta riportata nell’incontro sindacale è stata quella di ottenere un risparmio (circa 15.000,00 euro) sul costo dei buoni pasto. Di tale argomento gli atti pubblici adottati precedentemente dall’Amministrazione parlano da soli, vedi il ripristino per intero delle indennità agli amministratori (aumento spesa 50.000,00 euro circa).

Per quanto sopra esposto l’assemblea ritiene che, nel rispetto delle indicazioni delle normative in vigore, con l’intento di migliorare ed ampliare il più possibile la fruibilità dei servizi per tutta la cittadinanza, la modifica dell’orario debba essere nuovamente ragionata ed approfondita più attentamente, magari in un confronto aperto con tutte le parti che possono portare un contributo.

Infine l’Assemblea ha affrontato anche la questione inerente una presunta riorganizzazione della struttura operativa e funzionale dell’Ente di cui si fa un continuo parlare ma concretamente ad oggi non si conosce il progetto. Al riguardo, nel registrare che purtroppo senza adeguate e giustificate motivazioni, trascurando anche la professionalità ed esperienza del personale interessato, sono stati comunque assegnati e revocati incarichi di responsabilità o di nuove competenze, l’Assemblea manifesta il proprio disappunto su tale atteggiamento, auspicando che, tenuto conto anche della sensibilità del Sindaco per il suo trascorso sindacale, quanto prima si riconduca il tutto nel rispetto delle norme e delle regole, al fine di mantenere buone e corrette relazioni sindacali.

Cinzia Vincenti Cgil Fp 
 Renato Trapè Cisl Fp        
Margherita Camicia Uil Fp


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31 agosto, 2016

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