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Santa Rosa - Ieri tantissimi viterbesi all'appuntamento sotto la macchina offerto dai costruttori Fiorillo - Raccolti fondi per i terremotati

Due quintali di fagioli con le cotiche

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La fagiolata sotto la macchina

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La fagiolata sotto la macchina

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La fagiolata sotto la macchina

La fagiolata sotto la macchina

La fagiolata sotto la macchina

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La fagiolata sotto la macchina

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La fagiolata sotto la macchina

La fagiolata sotto la macchina

La fagiolata sotto la macchina

Viterbo – (p.p.) – Due quintali di fagioli con le cotiche e per vegetariani.

I fagioli offerti dai costruttori Fiorillo della Edilnolo Tuscia, nel tradizionale appuntamento sul sagrato di santa Rosa, sono andati via in un lampo.

Ieri, tantissimi viterbesi li hanno mangiati illuminati dalla luce di Gloria (fotogalleryslide).

Sui tavoli, pentole enormi con dentro fagioli fumanti con le cotiche e, per quest’anno, anche nella versione all’uccelletto per vegetariani.

Nei piatti il pane del vecchio forno del Bottalone per fare la scarpetta e nei bicchieri il vino offerto dal Red Rose café.

Per chiudere la cena in dolcezza, poi, i biscotti del bar Cavour. La fila arrivava alle scale, ma nessuno si è fatto perdere d’animo.

Vincenzo Fiorillo col presidente del Sodalizio Massimo Mecarini e il capofacchino Sandro Rossi hanno riempito i primi piatti.

“Il trasporto è stato ineccepibile – dice Fiorillo – merito, in primis, dei facchini. Supporto anche dall’amministrazione e dalle forze dell’ordine. Noi, come impresa, abbiamo fatto il possibile per far funzionare tutto. E così è stato. Non sono mancate preoccupazioni, ma credo che stavolta ci siamo superati.

Ha assistito tantissima gente, vuoi perché era sabato, vuoi per le pubblicità a Milano e Fiumicino e il riconoscimento Unesco che hanno aiutato”.

Per Fiorillo, l’allungamento del percorso è stata una mossa azzeccata. “Via Marconi è stata utile come bacino per dislocare meglio la gente. Via Matteotti era piena fino a piazza della Rocca e lo stesso anche in via Cairoli.

Non spetta a me dire se rifarlo, saranno i facchini a decidere, visto che sono loro a compiere questo enorme sforzo fisico, ma sarebbe un’ottima soluzione per portare turismo in città”.

Positivo, dunque, il bilancio. “Abbiamo iniziato i preparativi con largo anticipo per non arrivare col fiatone. Tavoli di programmazione per definire ogni dettaglio.

All’esterno sembra tutto facile, ma dietro le quinte c’è un lavoro non indifferente. Una squadra efficiente che fino alle 5 di mattina ha lavorato per far sì che non ci fossero disagi.

Ogni anno è sempre un esame. E’ stata sofferta, ma i risultati si sono visti”.

Sulla serata: “un grazie va al circolo degli amici di Pianoscarano che ci aiuta con la cucina. La fagiolata è ormai un appuntamento di cui non si può fare a meno e il segno che tanta gente tiene alla macchina e alla tradizione”.

Ora si volta pagina. “Da lunedì ci sentiremmo meglio perché avremmo smontato tutto, dal ponteggio a san Sisto alla macchina. Lasceremo tutto pulito e ordinato. Spesso siamo stati invadenti, ma solo per pochi giorni e comunque ne valeva la pena perché, forse sono di parte, ma quella di santa Rosa è una festa davvero eccezionale”.

Spazio anche alla solidarietà. “Abbiamo messo i bussolotti del Sodalizio – dice Massimo Mecarini – per le offerte per i terremotati. Gli stessi che abbiamo messo sulle tribune e coi quali abbiamo raccolto 1900 euro già devoluti al comune di Amatrice. Questi vedremo come destinarli. La risposta è stata ampia anche stasera. Il prossimo anno ci toccherà fare il doppio dei fagioli per accontentare tutti”.

Gli occhi di Mirko Fiorillo ancora brillano. “Quella del tre settembre – dice – è stata una serata che non si dimentica. E oggi è un’altra dimostrazione dell’attaccamento dei viterbesi a questa festa.

La partecipazione è tanta. Ringraziamo le cuoche del circolo Giulia Selvaggini degli amici di Pianoscarano, il Red Rose, il bar Cavour, il forno del Bottalone e le persone che si sono offerte per aiutarci a realizzare questo appuntamento che è ormai una tradizione. Ringraziamo poi quanti hanno collaborato al trasporto. Fare un elenco è difficile perché sarebbe infinito”.

Sotto Gloria, che maestosa illuminava il sagrato, c’era anche Sandro Rossi. “E’ stato un anno splendido – dice Rossi – per gli apprezzamenti, le telefonate da ogni parte d’Italia, l’entusiasmo e la reazione della gente. E’ costato tanto ai facchini che hanno dato il massimo. Il prossimo anno – dice rimanendo in sospeso – non so. Per adesso, ci godiamo il trasporto appena concluso… Anche sull’allungamento del percorso bisognerà sentire i ragazzi, ma c’è da valutare bene, perché lo sforzo è impressionante”.

Le urla, le luci rosse e il pensiero al trasporto dell’86 sono impressi nella sua mente. “Ero preoccupato per quello che i facchini dovevano fare. Mi sento sempre un po’ responsabile. Lo so che faticano, ma poi tutto passa quando li vedo contenti che si abbracciano sotto la macchina. E’ un trasporto che ha segnato la storia di ogni facchino. Vedo ancora la gioia negli occhi delle persone che di solito si smorza presto. Quest’anno, a una settimana dal trasporto, c’è entusiasmo e credo questo sia il vero miracolo di santa Rosa”.

Erano presenti, tra gli altri, Raffaele Ascenzi con la famiglia, il sindaco Michelini, l’assessore Barelli, il presidente del consiglio Marco Ciorba e le consigliere Daniela Bizzarri e Maria Rita De Alexandris, che ha anche aiutato a distribuire i piatti.


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10 settembre, 2016

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