--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Acquapendente - Forza Italia si scaglia contro l'amministrazione comunale

“Emergenza migranti, uscire dallo Sprar appena possibile”

Condividi la notizia:

Il comune di Acquapendente

Il comune di Acquapendente

Acquapendente – Riceviamo e pubblichiamo – Il neo sindaco Angelo Ghinassi invece di andare a sfogarsi sui quotidiani nazionali (Repubblica del 23/09/2016 pagina 14) della grave situazione che si è venuta a creare ad Acquapendente riguardo a l’alta concentrazione di richiedenti asilo politico sul territorio, dovrebbe prima fare un solenne “mea culpa” sulla politica “kamikaze” portata avanti in materia di accoglienza dal suo partito, il Pd, negli ultimi anni sia a livello nazionale sia a livello locale.

Tralasciamo come stia gestendo male l’emergenza immigrati il governo Renzi perché ci vorrebbe un sacco di tempo e inchiostro e concentriamoci sulle scelte sbagliate delle amministrazioni del Pd degli ultimi anni in materia di accoglienza ad Acquapendente.

Nel 2008 la passata amministrazione del Pd decise di entrare unilateralmente nel sistema Sprar (Servizio Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati).

Lo Sprar è costituito da una rete di enti locali che aderiscono a progetti di accoglienza accedendo al fondo nazionale per i rifugiati politici.

Ad Acquapendente, dal 2008, il sistema Sprar coinvolge tutti e cinque gli appartamenti di proprietà del comune dove sono alloggiati a tempo indeterminato 21 immigrati che hanno già ottenuto lo status di rifugiati politici.

Moltissimi aquesiani, trasversalmente alle forze politiche, si sono rivolti a Forza Italia per dare finalmente voce ai loro appelli in modo rapido e deciso.
Ecco quanto è emerso dagli incontri con la popolazione sulla questione immigrati.

La maggioranza degli aquesiani non crede che il sindaco fosse del tutto all’oscuro dell’arrivo degli immigrati a fine luglio, sia perché il comune aveva aderito al protocollo Sprar dal 2008, sia perché almeno un consigliere della sua maggioranza lo sapeva benissimo già da prima delle elezioni comunali.

Entrare a capofitto nel 2008 nel sistema Sprar è stato uno sbaglio, ma finché gli immigrati alloggiati e assistiti fossero stati solo 21 nei cinque appartamenti del Comune andava tutto bene, poiché tutti i servizi dell’accoglienza erano gestiti dalle solite cooperative vicine al Pd.

Ora però si sono aggiunti 80/100 nuovi richiedenti in strutture private gestite dalla “Ospita srl “ di Gavorrano e per l’amministrazione gli immigrati sono diventati troppi e quindi un problema.

Durante la campagna elettorale l’attuale amministrazione aveva presentato grandi prospettive programmatiche per il rilancio turistico del territorio rurale con importanti progetti che valorizzassero anche i casali poco inutilizzati della Riserva di Monte Rufeno.

Il rilancio alla fine c’è stato con il turismo “estero” dopo averci mandato i richiedenti asilo che avrebbero dovuto essere accolti in strutture private nella frazione di Trevinano.

Se veramente il sindaco Ghinassi volesse districarsi dalla difficile situazione dell’accoglienza immigrati ecco cosa dovrebbe fare.

Primo, uscire dallo Sprar appena possibile, poi assegnare i cinque appartamenti comunali a altrettante famiglie aquesiane bisognose che non possono usufruire dell’edilizia popolare (risultato, 21 immigrati in meno).

Secondo, usare un metodo già collaudato prendendo esempio da sindaci che realmente hanno voluto risolvere il contrasto con le Prefetture non soffermandosi soltanto alle lamentele. Ossia mandando ogni giorno o anche più spesso, l’assessore alle Politiche Sociali, Valeria Zannoni, assieme a una pattuglia dei vigili urbani a fare i legittimi controlli presso le strutture d’accoglienza, quindi verificare e certificare scrupolosamente infrazioni e mancanze formali, nonché quelle tecnico burocratiche, alle molti disposizioni e ai criteri dei bandi di assegnazione.

Poi segnalare le eventuali carenze, se accertate, alla Prefettura richiedendo la non idoneità della struttura o del servizio ai fini dell’accoglienza per il rinnovo trimestrale (risultato 80-100 immigrati in meno con la possibilità di fare vera integrazione e accoglienza di qualità ai rimanenti).

Purtroppo quando le strutture le mette a disposizione il Comune, tipo i casali della Riserva di Monte Rufeno, tutto è più difficile perché si diventa parte in causa e controllore e controllato sono lo stesso soggetto.

Queste sono alcune soluzioni per risolvere il problema del numero di immigrati troppo alto, prendendo esempio da chi l’ha applicate con successo. Ora vediamo se l’amministrazione comunale le porrà in atto oppure continuerà a lamentarsi con la Prefettura con lo scopo di dare la colpa a terzi per una situazione figlia di una politica di accoglienza sconsiderata dove la responsabilità è del Partito democratico a partire dal governo Renzi fino all’amministrazione comunale di Acquapendente, città che non è assolutamente pulita e ordinata come il sindaco Ghinassi ha voluto far credere ai cronisti di Repubblica.

Forza Italia Acquapendente


Condividi la notizia:
29 settembre, 2016

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR