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Orte - Secondo il pm Dino Primieri avrebbe dovuto informare per tempo i suoi concittadini in seguito agli allarmi della protezione civile

Alluvione del Tevere, indagato l’ex sindaco

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Dino Primieri, ex sindaco di Orte

Dino Primieri, ex sindaco di Orte

L'alluvione a Orte nel 2012

L’alluvione a Orte nel 2012

L'alluvione a Orte nel 2012

L’alluvione a Orte nel 2012

L'alluvione a Orte nel 2012

L’alluvione a Orte nel 2012

Orte – (f.b.) – Alluvione del Tevere, indagato l’ex sindaco.

Quasi quattro milioni di euro di danni, cento capi di bestiame morti, persone intrappolate nelle case e nei negozi. E’ il disastroso bilancio della violenta alluvione del Tevere del 13 novembre 2012. Una vera e propria apocalisse per molti ortani.

Un’Apocalisse che però, probabilmente, poteva essere evitata, o almeno contenuta, se chi di dovere avesse avvisato la popolazione.

Quel giorno, infatti, tra mezzogiorno e le 19 sarebbero stati almeno sette gli allarmi diramati dalla protezione civile. Ma nessuno si sarebbe preoccupato di renderli noti ai cittadini.

Ora a distanza di quasi quattro anni è finito nel registro degli indagati l’ex sindaco di Orte, Dino Primieri, per i reati di omissione di atti d’ufficio e danneggiamento. Primieri, in qualità di autorità di pubblica sicurezza avrebbe dovuto informare i suoi concittadini per tempo.

Il Comune stesso, a suo tempo, chiese e ottenne dalla regione lo stato di calamità. La cifra complessiva dei danni era di poco meno di quattro milioni di euro divisi in 1,9 milioni ai danni dell’amministrazione e due milioni sulle spalle dei cittadini. Decine di attività commerciali e agricole finirono in ginocchio e molte persone si ritrovarono con case allagate e danneggiate.

Il fascicolo della vicenda è sulla scrivania del pm Chiara Capezzuto, che nel giugno scorso ha chiesto una proroga delle indagini di sei mesi, anche in considerazione del fatto che dell’inchiesta se ne era occupato inizialmente il sostituto procuratore Renzo Petroselli, nel frattempo andato in pensione.

L’indagine è partita due anni fa in seguito all’esposto di alcuni dei tantissimi ortani che hanno pagato le conseguenze di quell’alluvione. Lo hanno firmato diciotto persone fisiche, tra cui privati e imprenditori, più un comitato che venne costituito per l’occasione e che conta un’ottantina di sottoscrittori.

Tutti pronti a costituirsi parte civile nel caso in cui parta un processo. Ma la prescrizione è dietro l’angolo: tra poco più di un anno, nel novembre del 2017.


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7 ottobre, 2016

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