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Viterbo - Tribunale - A processo dopo aver aggredito gli agenti che tentavano di fermarlo - Davanti al giudice anche altri due reclusi

Detenuto ingoia un tagliaunghie e si ferisce con le lamette

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

Viterbo – Tre detenuti a processo. Di nuovo. Dopo altrettanti episodi commessi nel carcere di Mammagialla.

I loro casi, tutti diversi l’uno dall’altro, sono stati trattati questa mattina dal giudice Rita Cialoni. Il primo, Luca (nome di fantasia), deve rispondere di violenza e resistenza a pubblico ufficiale; il secondo, Mario (nome di fantasia), solo di resistenza; il terzo, Edoardo (nome di fantasia), di lesioni dopo aver sferrato un cazzotto in pieno volto a un altro detenuto.

E’ il giugno del 2012 quando Luca, dopo aver ingoiato un tagliaunghie, viene portato in infermeria per le cure del caso. Secondo l’agente di polizia penitenziaria che ha testimoniato in aula, “questa era una forma di protesta del detenuto, che non voleva stare in cella con il compagno assegnato”.

In infermeria Luca va in escandescenza. Durante la perquisizione, tira fuori dalla bocca alcune lamette e inizia a ferirsi sulle braccia; per poi battere ripetutamente la testa contro lo spigolo di un mobile in vetro. Come se non bastasse, il detenuto afferra l’asta della flebo e la brandisce contro due poliziotti. Ne nasce una colluttazione. Gli agenti nel tentativo di calmare l’uomo, vengono colpiti alle spalle e finiscono al pronto soccorso. Davanti al giudice, il detenuto deve rispondere di violenza e resistenza a pubblico ufficiale.

E’ finito a processo, solo con l’accusa di resistenza, Mario. L’uomo è accusato di aver preso a calci e pugni un poliziotto, mentre questo tentava di sostituire il televisore rotto della cella. Era l’11 settembre del 2012.

Di lesioni, infine, deve rispondere Edoardo: avrebbe sferrato un cazzotto in pieno volto a un altro detenuto, dopo una discussione durante l’ora d’aria. Il ferito è stato trasportato in infermeria con una frattura al naso, dal quale perdeva molto sangue.

Delle sorti dei tre, il giudice deciderà il prossimo anno.


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10 ottobre, 2016

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