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L’avvocato Alabiso: “Pronti a difenderci”

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L'avvocato Roberto Alabiso [4]

L’avvocato Roberto Alabiso

Il dentista Gianfranco Fiorita [5]

Il dentista Gianfranco Fiorita

Viterbo – Sequestra e accoltella la convivente, al via il processo a Gianfranco Fiorita.

Ieri l’udienza di ammissione prove al tribunale di Viterbo. Secondo l’accusa, il dentista avrebbe picchiato, ferito con un coltello e rinchiuso in uno stanzino la convivente. Era il 21 maggio.

Fiorita deve rispondere di lesioni. Ed è finito davanti al giudice Rita Cialoni dopo la richiesta di giudizio immediato avanzata dalla pm Chiara Capezzuto e accolta dal gip Francesco Rigato nonché dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Roberto Alabiso.

“Siamo pronti a difenderci – dichiara il legale all’uscita dall’aula -, smonteremo tutte le accuse. Una per una. Anche con il racconto di alcuni testimoni. La convivente di Fiorita ha mentito spudoratamente agli agenti della mobile: le cose non sono andate così. Il mio assistito ha solo cercato di salvaguardare i figli. Quella notte, infatti, la donna ha tentato il suicidio. E’ nata una colluttazione tra la coppia, dove lui ha ferito lei e lei ferito lui. Fiorita ha anche medicato la convivente, ma non si è accorto del taglio sul petto”.

In udienza l’avvocato Alabiso deposita la denuncia-querela sporta dal dentista ai danni della convivente e una dichiarazione del tribunale dei minori di Roma. “Il documento – spiega il legale – attesta che la donna non è sempre sobria e non può accudire i figli”.

I bambini, di tre e sei anni, sono in una casa d’accoglienza del capoluogo. “La madre – continua l’avvocato Alabiso – si rifiuta di vederli, mentre Fiorita li va a trovare due volte alla settimana. La donna è sparita, se ne frega di questa vicenda, non era neppure in aula. Quale miglior occasione per costituirsi parte civile, se è realmente lei la parte offesa?”.

Il processo entra nel vivo a inizio 2017, con l’ascolto dei primi testimoni.

La vicenda

Il 21 maggio scorso, una lite a coltellate manda Fiorita e la convivente sudamericana al pronto soccorso. Ad avere la peggio, la donna, A.V., 34 anni: venti giorni di ricovero all’ospedale di Belcolle. Il dentista, secondo il racconto della donna alla polizia, l’avrebbe picchiata e ferita, lanciandole oggetti contro e rompendole un vaso in testa. Le avrebbe anche provocato dei tagli all’altezza del petto con un coltello, per poi rinchiuderla in uno stanzino.

La convivente è rimasta per ore lì dentro, prima di riuscire a liberarsi e a chiedere aiuto a una vicina di casa: voleva solo garze e alcol per medicarsi, ma quando l’ha vista in quello stato la donna ha chiamato il 118 che ha allertato la polizia.

Agli agenti della mobile, Fiorita avrebbe detto di essere intervenuto per salvare la compagna da un tentativo di suicidio: A.V., secondo il dentista, avrebbe voluto buttarsi dal quarto piano e nella colluttazione sarebbero rimasti feriti entrambi. Una versione che non collimerebbe né con le dichiarazioni della compagna, né con i rilievi della polizia scientifica.

Da qui il provvedimento dell’autorità giudiziaria, dopo l’informativa in procura della squadra mobile: Fiorita deve stare lontano dalla sua donna. Una misura cautelare voluta dalla pm e disposta dal gip. Poi il rinvio a giudizio.


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