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Proceno - Tribunale - Il nonno accusato di maltrattamenti e violenze dopo la sentenza di assoluzione e dopo anni da incubo

“Ho perso l’infanzia delle mie nipotine”

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Un'aula di tribunale

Un’aula di tribunale

Proceno – (r.s.) – Un lieve malore dopo la sentenza. Quando il giudice lo assolve perché il fatto non sussiste, per il nonno 77enne, finito alla sbarra con l’accusa di aver allungato le mani sulle nipotine, finisce un incubo.

Un incubo durato cinque anni e mezzo: dall’estate del 2011, quando la nuora, una 35enne tailandese, racconta alla squadra mobile delle attenzioni morbose del suocero per le sue bambine, che all’epoca avevano 8 e 10 anni.

Per la donna, il 77enne “le toccava con la scusa di lavarle”. Prima la denuncia, poi i domiciliari. Infine il processo, con l’accusa di maltrattamenti e violenza sessuale aggravata e continuata.

Ma per il collegio di giudici presieduto da Silvia Mattei, al latere Giacomo Autizi e Rita Cialoni, l’anziano, conte di una facoltosa famiglia viterbese, non ha mai allungato le mani sulla nipotina. Assolto perché il fatto non sussiste.

Alla lettura della sentenza il 77enne avverte un lieve malore: “Per cinque anni è mezzo ho perso il rapporto con le mie nipotine e questo mi fa soffrire”, dice il nonno all’uscita dall’aula.

“Sono stati anni molto duri per la famiglia – dicono gli avvocati dell’anziano, Amedeo Centrone e Roberto Borgogno -. Ma abbiamo condotto il processo nel modo più aperto possibile: da subito abbiamo chiesto l’incidente probatorio, perché le accuse non erano sostenibili.

E’ stata una lunga battaglia – continua la difesa -. Per l’assistito sono stati cinque anni e mezzo di fatica: fatica fisica, psicologica e personale. E’ stato assolto ma non possiamo gioire, perché questi anni di sofferenza non si posso recuperare. Come il rapporto mancato con le nipoti”.

Alla lettura della sentenza le lacrime e la disperazione della mamma delle bambine: sfumato il suo desiderio di giustizia.


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5 ottobre, 2016

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