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Acquapendente - Inchiesta Vox Populi - Nelle intercettazioni la presunta mazzetta dell'imprenditore Fabrizio Galli a due funzionari regionali per un appalto in somma urgenza

“Se quello te dà il lavoro daje l’8%”

Operazione Vox Populi - La forestale al comune di Acquapendente

Operazione Vox Populi – La forestale al comune di Acquapendente

Operazione Vox Populi - Un commissario capo in forza al comando provinciale di Viterbo con un assistente capo della stazione locale di Acquapendente

Operazione Vox Populi – Un commissario capo in forza al comando provinciale di Viterbo con un assistente capo della stazione locale di Acquapendente

Operazione Vox Populi – La forestale al comune di Acquapendente

Operazione Vox Populi – La forestale al comune di Acquapendente

Acquapendente – “Se quello te dà il lavoro quanto je dai? Il sette, l’otto, il nove? Quanto je dai?”. E’ in una delle intercettazioni sull’affidamento dei lavori in somma urgenza della scarpata sovrastante il liceo scientifico di Acquapendente, che spunta la presunta mazzetta dell’inchiesta Vox populi.

A parlare è Antonio Sansoni, ex dirigente, ora in pensione, dell’area difesa del suolo e bonifiche della regione Lazio, indagato per corruzione. E’ il 23 settembre del 2014 e Sansoni si trova sulla Volkswagen Phaeton dell’imprenditore Fabrizio Galli. Il “quello” a cui si riferiscono nell’intercettazione è, secondo l’accusa, Giorgio Maggi, successore di Sansoni. Emerge dall’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Stefano Pepe, per il quale “il denaro era da intendersi quale corrispettivo per futuri lavori”. Quelli riguardanti l’intervento in somma urgenza sulla scarpata sovrastante il liceo scientifico, crollata dopo una frana.

“Se quello te dà il lavoro quanto je dai te? Il sette, l’otto, il nove? Quanto je dai?”, chiede Sansoni. “Quello che tocca lasciaje jelo lasciamo. Se ho da dà solo a lui me sta bene. Basta che dopo non tocca fa’ il passaggio da quello, da quell’altro”, risponde Galli. L’ex dirigente avanza la proposta: “L’otto per cento? Così pure questo è incentivato a datte il lavoro”. L’imprenditore accetta.

Una decina di giorni dopo, il 2 ottobre, il comune di Acquapendente avrebbe inviato alla regione una nota, firmata dall’ex sindaco Alberto Bambini, per chiedere un immediato intervento dei tecnici: la scarpata sarebbe “in grave pericolo”, a causa dei “continui crolli che si sono intensificati”. Il 17 ottobre il sopralluogo, al termine del quale viene redatto il verbale firmato dal responsabile dell’ufficio tecnico di Acquapendente Ferrero Friggi e da tre tecnici della regione, tra cui Angelo Brizi accusato di corruzione. Pianificati lavori per 160mila euro. Al sopralluogo avrebbe partecipato anche Galli così da – secondo il gip – “rendere più agevole lo scambio di informazioni tali da strutturare gli interventi necessario agli interessi dell’imprenditore”.

A mettere i bastoni tra le ruote agli indagati ci sarebbe stata la nomina del nuovo dirigente dell’area difesa del suolo della regione, successore di Maggi. Per questo motivo, la pratica per il lavoro di somma urgenza avrebbe subito un rallentamento. “Qui è successo un casino. Quella cosa di Acquapendente ci siamo arrivati pelo, pelo perché io l’ho fatta subito, subito ieri e l’ho messa in firma. Poi bisogna vede’ gli eventi, mo che succede. L’intervento è stato firmato da Maggi, mo deve passa’ dal direttore per l’approvazione”, dice Brizi a Galli.

La pratica sarebbe stata firmata a fine dicembre 2014 e i lavori affidati nel marzo 2015 alla ditta Damis di Galli. L’imprenditore, all’interno della propria auto, parla con Friggi e sottolinea come il suo sia l’unico lavoro in somma urgenza affidato dalla regione. “Sì lo so – risponde il funzionario comunale -, ma t’è costata però. M’hanno detto che t’è costata cara”. Per il gip, quest’espressione testimonierebbe “la dazione di denaro da parte dell’imprenditore”.

Il 21 luglio 2015 la consegna, secondo l’accusa, della presunta mazzetta dell’otto per cento a favore di Maggi. Alle 10,14 Galli incontra l’ex dirigente regionale Sansoni nei pressi di un distributore di benzina a Roma. L’imprenditore sale sulla Mercedes classe A di Sansoni e gli dà due “cosette”: una per lui e l’altra per Maggi, che sarebbero state messe nel cassettino dell’auto.

Alle 15 Sansoni incontra Maggi che sale sulla Mercedes e chiede: “Questo che allestimento è? L’allestimento qual era? Fa’ vede’…”. Per l’accusa, è in questo momento che sarebbe avvenuta la presunta consegna della mazzetta. Un’oretta e mezza dopo Sansoni avrebbe chiamato l’imprenditore Galli per rassicurarlo sull’avvenuta cessione della, sempre presunta, somma di denaro: “Ho visto quell’amico, tutto a posto eh. Abbiamo fatto un bel lavoretto”, dice Sansoni.

Per queste ragioni, il gip contesta a Galli di aver “promesso e consegnato, anche tramite l’intermediazione di Sansoni, utilità non dovute (quantificabili, per Maggi, in un importo pari all’otto per cento sui lavori effettuati e per Brizi in una somma in corso di determinazione)”.

A Maggi e Brizi invece il giudice contesta di aver “asservito il loro ufficio e le loro funzioni agli interessi di Galli al fine di garantirgli l’affidamento dei lavori. Tra l’altro, a fronte delle utilità non dovute promesse e/o consegnate da Galli, selezionavano la società Damis dell’imprenditore mediante affidamento diretto, ricorrendo illegittimamente alla procedura di somma urgenza in assenza dei presupposti di legge”. Inoltre per il gip Pepe, Maggi e Brizi “avevano redatto una perizia estimativa dei lavori, dei costi e dei tempi di realizzazione favorevoli a Galli, lasciando che fosse lui a determinare i contenuti”.


L’operazione Vox Populi del Nipaf della forestale, coordinata dalla procura di Viterbo, nasce dalla denuncia dell’imprenditore Mauro Gioacchini della Gioacchini Sante sas. La querela porta all’arresto, il 17 ottobre scorso, di cinque persone accusate, a vario titolo, di corruzione, turbativa d’asta e rivelazione di segreti di ufficio.

Nello specifico, agli arrestati si contestano:
Corruzione: all’imprenditore Fabrizio Galli e al funzionario della regione Lazio Giorgio Maggi
Turbativa d’astarivelazione e utilizzo di segreti di ufficio: agli imprenditori Galli e Marco Bonamici e al dipendete del comune di Acquapendente Vincenzo Palumbo
Turbativa d’asta: all’ex funzionario del comune di Acquapendente Ferrero Friggi

27 ottobre, 2016

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