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L'irriverente - Quando c'è da decidere è importante esserci

Referendum, se anche le istituzioni si astengono…

di Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Viterbo – Il signor Giovanni, lettore di Tusciaweb, dev’essersi fermato qualche volta anche sulla rubrica de L’Irriverente se, a commento dell’ultima nota sul Bunga Bunga referendario, ha notato un mutamento di stile dal “politichese al barzellettese”.

L’autore ne è rimasto gratificato e diventa per lui un piacere – oltre che dovere – rispondere alla domanda che, a proposito del referendum, il signor Giovanni gli ha posto: “Che voleva dire”?

Ecco la risposta. Anzitutto e con tutta l’irriverenza del caso, egli non condivide fughe para-astensionistiche quando c’è da decidere. Passi per stagionati o cinici politici, ma dalle Istituzioni soprattutto quelle “giudicanti” no: ad esempio l’astensionismo della Corte Costituzionale che non ha giudicato l’Italicum per una ragione che pare più politica che giuridica, dato che si pronuncerà solo dopo i risultati del referendum.

Ed ora quello del Tar del Lazio che ha lisciato la palla della richiesta valutazione della legittimità del testo del quesito lasciandola finire fuori campo, senza neanche un corner verso la Consulta e nonostante la formulazione sembri purtroppo indurre risposte obbligate.

L’Irriverente, dunque, non si asterrà ed andrà a votare.

Come? Per lui che a fine degli anni ’60 si ebbe un trenta in diritto costituzionale nella non tenera Sapienza di Roma e poi, in un’altra lontana vita, cercò di ispirare un po’ d’impegno civile ai principi della Costituzione del 1948, quella che anche Benigni poche decine di giorni fa considerava “la più bella”, non sarebbe riverente dimenticare.

Certo, i tempi son cambiati e, come ha scritto Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera “oggi sta crescendo una generazione convinta di essere la prima ad affacciarsi sulla terra”.

Ma da qui a gioire per cambiamenti che, seppur necessari, in alcuni aspetti sembrano fatti un po’ “a vanvera” come ha recentemente detto Maria Fida Moro ( la figlia), ce ne corre.

Renzo Trappolini

24 ottobre, 2016

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