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Inchiesta Vox Populi - Acquapendente - La procura di Viterbo fa appello al Riesame per ottenere una misura cautelare più dura

Appalti truccati, i pm chiedono il carcere

Il pm Fabrizio Tucci

Il pm Fabrizio Tucci

Il pm Stefano D'Arma

Il pm Stefano D’Arma

Operazione Vox Populi - La forestale al comune di Acquapendente

Operazione Vox Populi – La forestale al comune di Acquapendente

Operazione Vox Populi - Un commissario capo in forza al comando provinciale di Viterbo con un assistente capo della stazione locale di Acquapendente

Operazione Vox Populi – Un commissario capo in forza al comando provinciale di Viterbo con un assistente capo della stazione locale di Acquapendente

Acquapendente – Appalti truccati, la procura di Viterbo chiede il carcere.

Una misura cautelare più dura. I pm Fabrizio Tucci e Stefano D’Arma, titolari dell’inchiesta Vox Populi, chiedono il carcere per uno dei cinque indagati, tutti già ai domiciliari, per presunti appalti truccati nel comune di Acquapendente.

Il 25 novembre gli imprenditori Fabrizio Galli e Marco Bonamici e il dipendente pubblico Ferrero Friggi torneranno a sfilare davanti al Riesame per l’udienza nata dall’appello della procura di via Falcone e Borsellino. Esclusi il funzionario regionale Giorgio Maggi e il tecnico comunale Vincenzo Palumbo.

I pm Tucci e D’Arma si oppongono ai domiciliari per Galli, prima disposti dal gip Stefano Pepe e poi confermati dal tribunale della libertà. Per Bonamici e Friggi, invece, chiedono che siano contestati reati per altri appalti, esclusi dal giudice nell’ordinanza. Per questo motivo hanno deciso di impugnare il provvedimento davanti al Riesame.

Sarà il quarto passaggio della presunta appaltopoli dell’Alta Tuscia al tribunale capitolino: il primo  si è tenuto (per Galli, Bonamici, Friggi e Palumbo) il 3 novembre, il secondo (per Maggi) il 9. Il terzo (per Galli, per un presunto reato di corruzione consumato a Roma) ci sarà giovedì prossimo; il quarto il 25 novembre, per discutere l’appello della procura.

I due imprenditori e i tre funzionari pubblici sono reclusi in casa dal 17 ottobre, a seguito dell’ordinanza d’arresto firmata dal gip Pepe. Il giudice delle indagini preliminari ha disposto i domiciliari perché ha ritenuto sussistente sia l’attuale pericolo di reiterazione dei reati che quello di inquinamento prove, ovvero l’occultamento di documenti, appunti e atti. Ma i cinque, come scritto nell’ordinanza d’arresto, potrebbero anche condizionare terze persone. Da qui il divieto di colloquio con chi non vive sotto il loro stesso tetto. I domiciliari sono stati confermati dal Riesame il 7 novembre scorso.

L’operazione Vox Populi del Nipaf della forestale scatta dalle denunce dell’imprenditore Mauro Gioacchini e del presidente di un comitato cittadino di Acquapendente, Alessandro Nardini.

Per l’accusa, al centro dell’illecito sistema ci sarebbe stato Galli. L’imprenditore edile, con l’appoggio dei funzionari Friggi, Palumbo e Maggi, avrebbe gestito in prima persona la maggior parte degli appalti ad Acquapendente, sia emanati dal comune che dalla regione. Braccio destro di Galli, l’imprenditore Bonamici: anche lui sarebbe riuscito, più volte, a indirizzare l’esito delle gare.

Nel mirino degli investigatori, l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza della scuola elementare Sant’Agostino, quelli per l’asfaltatura delle strade dopo il nubifragio del novembre 2012, i lavori in somma urgenza sulla scarpata sovrastante il liceo scientifico e le autorizzazioni per la realizzazione del centro commerciale in località Cufaro. Presunti reati consumati ad Acquapendente sino alla fine del 2015.


Le accuse

Fabrizio Galli risponde di:
turbativa d’asta e rivelazione di segreti di ufficio per l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza della scuola elementare Sant’Agostino di Acquapendente e per i lavori di asfaltatura delle strade nelle frazioni e nel comune di Acquapendente, dopo il nubifragio del novembre 2013;
corruzione per i lavori in somma urgenza sulla scarpata sovrastante il liceo scientifico di Acquapendente, in seguito a una frana;

Marco Bonamici risponde di:
turbativa d’asta e rivelazione di segreti di ufficio per l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza della scuola elementare Sant’Agostino di Acquapendente;

Ferrero Friggi risponde di:
turbativa d’asta per i lavori di asfaltatura delle strade nelle frazioni e nel comune di Acquapendente, dopo il nubifragio del novembre 2013;

Giorgio Maggi risponde di:
corruzione per i lavori in somma urgenza sulla scarpata sovrastante il liceo scientifico di Acquapendente, in seguito a una frana;

Vincenzo Palumbo risponde di:
turbativa d’asta e rivelazione di segreti di ufficio per l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza della scuola elementare Sant’Agostino di Acquapendente e per i lavori di asfaltatura delle strade nelle frazioni e nel comune di Acquapendente, dopo il nubifragio del novembre 2013.

14 novembre, 2016

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