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“Dopo Attilio vogliono uccidere anche noi”

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Attilio Manca, il medico trovato morto a Viterbo nel 2004 [3]

Attilio Manca, il medico trovato morto a Viterbo nel 2004

Angela e Giacchino Manca con il giornalista di Chi l'ha visto? [4]

Angela e Giacchino Manca con il giornalista di Chi l’ha visto?

Angela Manca [5]

Angela Manca

Giacchino Manca [6]

Giacchino Manca

Il caso Manca a Chi l'ha visto? [7]

Il caso Manca a Chi l’ha visto?

Barcellona Pozzo di Gotto – “Ci hanno avvelenato, dopo Attilio vogliono uccidere anche noi”. E’ la denuncia di Angela e Gioacchino Manca, i genitori di Attilio Manca, l’urologo siciliano trovato morto a Viterbo per overdose. Era il 2004.

“Una storia misteriosa”, così Chi l’ha visto? ha descritto il caso Manca. Ed è alle telecamere della trasmissione Rai che la mamma e il papà di Attilio hanno parlato, pochi giorni prima che al tribunale di Viterbo riprendesse il processo a Monica Mileti [8], la 50enne romana accusata di aver ceduto al medico la dose di eroina che lo uccise.

I familiari non hanno dubbi: Attilio è stato “suicidato” dopo aver curato il boss della mafia Bernardo Provenzano. Una tesi che finora non ha trovato conferma nelle aule di giustizia. Ma di cui è convinto, ad esempio, il pentito Carmelo d’Amico.

L’unico procedimento penale aperto è solo quello a carico di Mileti. E l’accusa è di cessione di droga. Un “processo-farsa”, come lo hanno definito i Manca che da sempre insistono sul delitto di mafia. La loro è una battaglia che dura da dodici anni. Una battaglia continua, alla ricerca della verità. Una verità che però potrebbe rivelarsi talmente scottante da far temere addirittura per la loro vita. Qualcuno, come hanno raccontato al giornalista Paolo Fattori, ha gettato del veleno nel loro giardino. A Barcellona Pozzo di Gotto.

“All’inizio non ci ho fatto molto caso – spiega Angela Manca – poi ho visto il gelsomino che cominciava ad appassire. Era molto fitto, bellissimo e pieno di fiori, ora invece è quasi tutto secco. Hanno cominciano a bruciarsi anche gli asparagi. Un’altra pianta, bellissima ed enorme, ha iniziato a marcire. Così ho capito che non era normale”.

Il giardino comincia a morire e i genitori di Attilio a sentirsi male. “Era devastato, tutte le piante erano piene di goccioline – continua la signora Manca -. Dove cade il liquido si forma una patina bianca, tipo muffa. Ho respirato quest’area e mi sono sentita morire. Ho cominciato a sputare sangue dalla gola e sentivo il naso irritantissimo. Poi dolore allo stomaco. Da dove può venire questa puzza di ammoniaca, di acido che è presente su tutte le piante?”.

Angela e Giacchino si rivolgono a un medico. “Abbiamo fatto degli esami – spiega la mamma di Attilio -. Il nostro organismo, in primo luogo il fegato, è pieno di sostanze tossiche. Io, soprattutto, ho una gran quantità di piombo. Hanno cercato di avvelenarci. Diamo fastidio perché continuiamo a parlare della morte di nostro figlio. Dovremmo tacere perché sono ormai passati 12 anni e dopo 12 anni ci dobbiamo rassegnare, non fare più nomi”.

Angela Manca ne è sicura. Sempre di più. “Di nascosto hanno già ucciso mio figlio e ora, allo stesso modo, vogliono uccidere anche noi. Ma no, non ci riusciranno. Noi continueremo a lottare, ma sono dei vermi, delle persone vigliacche e incivili. Non ci sono riusciti in 12 anni e non ci riusciranno più perché ormai sono già quattro i pentiti che hanno parlato, che hanno detto che Attilio è stato ucciso perché ha visitato Provenzano. Sono convinta che presto ce ne saranno anche altri. Noi non ci fermeremo, mai”.

La battaglia continua anche per il papà dell’urologo, Giacchino Manca. “In silenzio non ci stiamo – dice -, assolutamente no. Fino all’ultimo respiro cercherò di ottenere verità e giustizia, perché a volte lo stato purtroppo è latitante in queste cose. Non lasceremo mai questa casa. Qui sono nato e qui rimarrò. Qui sono vissuti i miei figli e qui ci sono tutti i ricordi della nostra vita. Non la abbandoneremo mai, anche se penso che questo sia il loro obiettivo. Ma sono dei vigliacchi, dei vili. Non so come definire queste persone, se persone possono ancora essere chiamate”.

La conduttrice di Chi l’ha visto? ricorda l’udienza del processo a Mileti, in cui è stata chiamata a testimoniare la signora Manca. “Noi, ovviamente, saremo lì”, dice in diretta. Ma il giudice Silvia Mattei non ha dato il permesso di riprendere l’udienza. “L’udienza è aperta a tutti – precisa il giudice -, ma le telecamere devono restare fuori”.


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