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Appalti truccati ad Acquapendente - L'avvocato Enrico Valentini in vista del processo per quattro arrestati - Questa mattina nuova udienza al Riesame: i pm hanno fatto appello per ottenere il carcere per l'imprenditore Fabrizio Galli

“Giudizio immediato? Nemmeno fosse un omicidio”

Enrico Valentini

Enrico Valentini

Operazione Vox Populi - Un commissario capo in forza al comando provinciale di Viterbo con un assistente capo della stazione locale di Acquapendente

Operazione Vox Populi – Un commissario capo in forza al comando provinciale di Viterbo con un assistente capo della stazione locale di Acquapendente

Operazione Vox Populi – La forestale al comune di Acquapendente

Operazione Vox Populi – La forestale al comune di Acquapendente

Acquapendente – “Troppa fretta di arrivare a processo, nemmeno fosse un caso di omicidio”. L’avvocato Enrico Valentini, difensore di tre dei cinque arrestati nell’inchiesta Vox Populi, non comprende la necessità del rito immediato per la vicenda dei presunti appalti truccati nel comune di Acquapendente.

I pm Fabrizio Tucci e Stefano D’Arma hanno chiesto e ottenuto il ‘processo subito’ – senza udienza preliminare – per gli imprenditori Fabrizio Galli e Marco Bonamici e i funzionari pubblici Ferrero Friggi e Vincenzo Palumbo. Del dipendente della regione Lazio Giorgio Maggi, invece, se ne occuperà il tribunale di Roma per territorialità.

La scorsa settimana il gip di Viterbo Stefano Pepe ha dato l’ok e fissato la data della prima udienza al 10 gennaio. “E’ a ridosso della festività natalizie – sottolinea l’avvocato Valentini -. La fretta di arrivare a processo potrebbe causare problemi alla difesa che in un mese e mezzo deve preparare delle tesi che possano annullare oltre due anni di indagini”.

Gli imprenditori e i funzionari pubblici sono ai domiciliari dal 17 ottobre scorso. In poco più di un mese sono state presentate una manciata di istanze e discussi tre ricorsi davanti al tribunale del Riesame. Ora il rito immediato. “E’ un bombardamento, una forzatura che non riesco a capire – commenta Valentini -. Con l’iter ordinario (udienza preliminare, rinvio a giudizio e processo, ndr) si sarebbe potuto fare un processo rispettoso delle esigenze dell’accusa e della difesa. Così non c’è logica ma solo una celerità di esecuzione, nemmeno si trattasse di un caso di omicidio”.

L’avvocato Valentini è al lavoro per verificare la legittimità del rito immediato. “L’atteggiamento dei pm Tucci e D’Arma mi lascia perplesso – continua il difensore -. Da una parte ritengono chiuse le indagini, tanto è vero che è stata fissata la prima data di udienza; dall’altra vogliono il carcere per Galli e la contestazione di nuovi reati per Bonamici e Friggi. Stante l’appello al Riesame dei pm, sto verificando la legittimità del rito immediato”.

Per le 9,30 di questa mattina infatti è fissata, per tre dei cinque arrestati, la quarta udienza al tribunale della libertà. La procura di Viterbo ha deciso di impugnare l’ordinanza d’arresto davanti al Riesame per ottenere il carcere per Galli e la contestazione di nuovi reati per Bonamici e Friggi.

“Ci potrebbero essere questioni che sono state pretermesse per arrivare il prima possibile a un processo lampo – sottolinea l’avvocato Valentini -. Tutto ciò che fanno i pm è legittimo, ma è anche legittimo che la difesa si opponga con tutti i mezzi previsti dal codice. A prima vista, qualche cosa non mi sembra conforme e lo farò presente agli organi competenti. Con i miei assistiti non sto né a guardare né a subire”.

Se per questa mattina è fissata un’altra udienza al Riesame, i giudici capitoli non hanno ancora depositato le motivazioni nelle quali spiegano il perché della conferma dei domiciliari. “Le aspettiamo dal 3 novembre – conclude l’avvocato Valentini – e non averle ancora ci inibisce molto. Sulla base delle motivazioni infatti è possibile ricorrere in Cassazione. Avendo fissato la prima udienza a gennaio, c’è il rischio di non riuscirci con i tempi: esagerati da una parte e lenti da un’altra. Insomma, è un corto circuito”.

Per Galli, Bonamici, Friggi e Palumbo questi sono giorni di riflessione. Gli interessati hanno due settimane di tempo dalla notifica del decreto di giudizio immediato per decidere se andare subito a processo – e aspettare l’udienza di gennaio – o chiedere rito abbreviato o patteggiamento. Ma è ancora troppo presto per tirare le somme. Gli avvocati sono ancora alle prese con i conti.


La vicenda e le accuse

Gli imprenditori Fabrizio Galli e Marco Bonamici e i funzionari pubblici Ferrero Friggi, Giorgio Maggi e Vincenzo Palumbo finiscono ai domiciliari il 17 ottobre scorso, svegliati all’alba dagli agenti del Nipaf. Sono stati i forestali a condurre l’operazione Vox Populi, coordinata dalla procura di Viterbo che contesta, a vario titolo, agli arrestati i reati di corruzione, turbativa d’asta e rivelazione di segreti di ufficio.

Nel mirino degli investigatori, l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza della scuola elementare Sant’Agostino, quelli per l’asfaltatura delle strade dopo il nubifragio del novembre 2012, i lavori in somma urgenza sulla scarpata sovrastante il liceo scientifico e le autorizzazioni per la realizzazione del centro commerciale in località Cufaro. Presunti reati consumati ad Acquapendente sino alla fine del 2015.

Fabrizio Galli risponde di:
turbativa d’asta e rivelazione di segreti di ufficio per l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza della scuola elementare Sant’Agostino di Acquapendente e per i lavori di asfaltatura delle strade nelle frazioni e nel comune di Acquapendente, dopo il nubifragio del novembre 2013;
corruzione per i lavori in somma urgenza sulla scarpata sovrastante il liceo scientifico di Acquapendente, in seguito a una frana;

Marco Bonamici risponde di:
turbativa d’asta e rivelazione di segreti di ufficio per l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza della scuola elementare Sant’Agostino di Acquapendente;

Ferrero Friggi risponde di:
turbativa d’asta per i lavori di asfaltatura delle strade nelle frazioni e nel comune di Acquapendente, dopo il nubifragio del novembre 2013;

Giorgio Maggi risponde di:
corruzione per i lavori in somma urgenza sulla scarpata sovrastante il liceo scientifico di Acquapendente, in seguito a una frana;

Vincenzo Palumbo risponde di:
turbativa d’asta e rivelazione di segreti di ufficio per l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza della scuola elementare Sant’Agostino di Acquapendente e per i lavori di asfaltatura delle strade nelle frazioni e nel comune di Acquapendente, dopo il nubifragio del novembre 2013.

25 novembre, 2016

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