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Incendio in casa, morta la nonna

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L'incendio in via Rasetti [4]

L’incendio in via Rasetti

Viterbo - L'incendio in via Rasetti [5]

Viterbo – L’incendio in via Rasetti

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Viterbo – L’incendio in via Rasetti

Viterbo - L'incendio in via Rasetti [7]

Viterbo – L’incendio in via Rasetti

Viterbo – Nonna muore dopo un incendio, i proprietari dell’abitazione a processo.

Divamparono poco dopo le otto le fiamme che nel maggio 2011 distrussero un intero appartamento in via Rasetti, a Viterbo. Nel rogo rimasero gravemente feriti un bimbo disabile e la nonna, Linda Sganappa di 87 anni, morta dopo ore di agonia all’ospedale di Belcolle.

Per questo episodio, in due sono finiti a processo con l’accusa di omicidio colposo. Sono la mamma e il papà del piccolo di dieci anni, rimasto ustionato e intossicato dal monossido di carbonio sprigionato nell’incendio.

Ieri hanno sfilato in aula gli agenti incaricati di effettuare gli interventi, i controlli e i sopralluoghi nell’abitazione. Hanno parlato di “colonne di fuoco e fumo che dall’appartamento si stavano propagando in tutto il palazzo”. Hanno descritto le condizioni della casa dopo l’incendio: “Completamente annerita, bruciata e distrutta”.

Il rogo, secondo quanto raccontato da un sostituto commissario di polizia e da un’agente di polizia locale, sarebbe “divampato da una veranda all’interno della quale era stato sistemato un cucinino. La veranda, organizzata sotto il porticato dell’abitazione e poco prima del giardino, si era totalmente frantumata”.

Inoltre l’agente di polizia locale, intervenuta insieme a un tecnico del comune per un controllo edilizio, non avrebbe trovato “nessun titolo abilitativo né nessuna richiesta per la realizzazione della veranda”.

I primi ad accorgersi dell’incendio, sono stati tre agenti della polizia provinciale: durante il servizio di vigilanza hanno notato colonne di fumo fuoriuscire dall’appartamento di via Rasetti, nei pressi della Questura. Hanno subito allertato i vigili del fuoco e i colleghi della volante.

L’intero palazzo è stato fatto evacuare e la nonna e il nipotino portati in ospedale e ricoverati in rianimazione. Gravissime le loro condizioni: la donna è morta dopo ore di agonia e vari arresti cardiaci.

L’autopsia disposta dal pm Stefano D’Arma parlava chiaro: a uccidere l’anziana sono state le esalazioni di monossido di carbonio sprigionate nell’incendio. Una letale miscela di fumi che hanno intossicato la nonna e il nipotino.

Il bimbo è stata trasportato in eliambulanza all’ospedale Umberto I di Roma. Sottoposto ad alcune sedute di camera iperbarica, è stato dichiarato fuori pericolo pochi giorni dopo il rogo. Tra le fiamme è morto anche il cane di famiglia.

Dopo l’incendio, la procura di Viterbo ha disposto il sequestro di due appartamenti: quello dell’incendio e quello al piano superiore, anche questo seriamente compromesso.

A maggio la prossima udienza, davanti al giudice Silvia Mattei.


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