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Appalti truccati ad Acquapendente - L'avvocato difensore Luigi Panella dopo l'udienza al Riesame che prende tempo sui domiciliari - Il funzionario regionale: "Fiducioso nella giustizia"

“L’ordinanza d’arresto per Maggi? Un copia e incolla”

Operazione Vox Populi - La forestale al comune di Acquapendente

Operazione Vox Populi – La forestale al comune di Acquapendente

Operazione Vox Populi - Un commissario capo in forza al comando provinciale di Viterbo con un assistente capo della stazione locale di Acquapendente

Operazione Vox Populi – Un commissario capo in forza al comando provinciale di Viterbo con un assistente capo della stazione locale di Acquapendente

Operazione Vox Populi - La forestale al comune di Acquapendente

Operazione Vox Populi – La forestale al comune di Acquapendente

Acquapendente – “Un copia e incolla”. Così l’avvocato Luigi Panella, difensore del funzionario regionale Giorgio Maggi, definisce l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Roma su richiesta del giudice per le indagini preliminari di Viterbo.

L’inchiesta è sempre la stessa: Vox Populi del Nipf della forestale, su presunti appalti truccati nel comune di Acquapendente. Al centro del reato di corruzione, contestato dai pm Fabrizio Tucci e Stefano D’Arma e consumato nella capitale, ci sono l’imprenditore Fabrizio Galli e il funzionario regionale Maggi.

Per il dipendente pubblico ieri l’udienza davanti al Riesame, a soli tre giorni dalla conferma, sempre del tribunale della libertà, dei domiciliari per gli altri quattro arrestati: oltre all’imprenditore Galli, il collega Marco Bonamici e i funzionari del comune di Acquapendente Ferrero Friggi e Vincenzo Palumbo.

A differenza di questi ultimi, quello di Maggi è un caso a parte. Almeno per quanto riguarda il ricorso al Riesame. Il 3 novembre scorso, quando i quattro si sono presentati davanti ai giudici capitolini, c’era anche il funzionario regionale. Ma la sua udienza è slittata perché il gip di Roma ha convalidato la misura emessa dal tribunale di Viterbo troppo tardi: solo il 29 ottobre.

Il dipendente pubblico si è così ripresentato ieri mattina. Anche in questo caso, il tribunale della libertà ha preso tempo e non si è ancora pronunciato. Tre i motivi che hanno spinto l’avvocato Panella a rivolgersi al Riesame: il copia e incolla che il gip di Roma avrebbe fatto dell’ordinanza del tribunale di Viterbo, l’inutilizzabilità di atti di indagine successivi all’aprile 2015 e l’assenza di motivazioni che continuino a giustificare i domiciliari.

Il difensore del funzionario regionale, a differenza degli avvocati di Galli, Bonamici, Friggi e Palumbo, non è entrato nel merito delle intercettazioni ma ha focalizzato il ricorso su altri tre punti. “Il gip di Roma ha copiato pari, pari alcuni brani dell’ordinanza firmata dal gip Stefano Pepe – tuona l’avvocato Panella, dopo l’udienza al Riesame -. Dal 2015 c’è una norma che impone al giudice che adotta la misura un’autonoma valutazione del caso. L’autorità giudiziaria di Roma, invece, si è semplicemente limitata a recepire il lavoro del collega di Viterbo”.

Per il legale Panella, a carico di Maggi non posso essere utilizzati atti di indagine posteriori all’aprile 2015. “Il mio assistito – spiega l’avvocato – è stato iscritto nel registro degli indagati nell’ottobre 2014, e nell’aprile 2015 sono decorsi i sei mesi di indagine. Per continuarle la procura di Viterbo avrebbe dovuto richiedere una proroga, invece ha iscritto Maggi prima in un secondo procedimento e poi in un terzo; in entrambi i casi contestando sempre lo stesso reato. Questo è un meccanismo lesivo della normativa e dell’indagato stesso. Per questo motivo ho chiesto davanti al Riesame l’inutilizzabilità degli atti successivi alla prima scadenza, quella dell’aprile 2015. Non chiedendo la proroga e iscrivendo l’indagato in altri procedimenti, i pm hanno vanificato i termini della prescrizione”.

Poi l’assenza di motivazioni che, secondo l’avvocato Panella, non giustificano più i domiciliari per Maggi. “Il gip di Viterbo – dice il legale – ha scritto nell’ordinanza che le misure cautelari erano necessarie per poter fare sequestri e perquisizioni. Il giudice di Roma, copiandola di pari passo, non si è reso conto che queste attività erano già state svolte alla conferma della misura cautelare. Questo dimostra ancora una volta che il gip capitolino non ha analizzato l’ordinanza, non rendendosi nemmeno conto che i sequestri e le perquisizioni erano già state fatte nel momento in cui ha scritto la sua ordinanza”.

In attesa che il Riesame si pronunci anche su Maggi (la decisione dovrebbe arrivare entro lunedì), il funzionario regionale, attraverso il suo avvocato, si dice “fiducioso nella giustizia”. Intanto, sempre per questo presunto reato di corruzione consumato a Roma, farà presto il bis davanti ai giudici capitolini l’imprenditore Galli.


La vicenda e le accuse

Gli imprenditori Fabrizio Galli e Marco Bonamici e i funzionari pubblici Ferrero Friggi, Giorgio Maggi e Vincenzo Palumbo finiscono ai domiciliari il 17 ottobre scorso, svegliati all’alba dagli agenti del Nipaf. Sono stati i forestali a condurre l’operazione Vox Populi, coordinata dalla procura di Viterbo che contesta, a vario titolo, agli arrestati i reati di corruzione, turbativa d’asta e rivelazione di segreti di ufficio.

Nel mirino degli investigatori, l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza della scuola elementare Sant’Agostino, quelli per l’asfaltatura delle strade dopo il nubifragio del novembre 2012, i lavori in somma urgenza sulla scarpata sovrastante il liceo scientifico e le autorizzazioni per la realizzazione del centro commerciale in località Cufaro. Presunti reati consumati ad Acquapendente sino alla fine del 2015.

Fabrizio Galli risponde di:
turbativa d’asta e rivelazione di segreti di ufficio per l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza della scuola elementare Sant’Agostino di Acquapendente e per i lavori di asfaltatura delle strade nelle frazioni e nel comune di Acquapendente, dopo il nubifragio del novembre 2013;
corruzione per i lavori in somma urgenza sulla scarpata sovrastante il liceo scientifico di Acquapendente, in seguito a una frana;

Marco Bonamici risponde di:
turbativa d’asta e rivelazione di segreti di ufficio per l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza della scuola elementare Sant’Agostino di Acquapendente;

Ferrero Friggi risponde di:
turbativa d’asta per i lavori di asfaltatura delle strade nelle frazioni e nel comune di Acquapendente, dopo il nubifragio del novembre 2013;

Giorgio Maggi risponde di:
corruzione per i lavori in somma urgenza sulla scarpata sovrastante il liceo scientifico di Acquapendente, in seguito a una frana;

Vincenzo Palumbo risponde di:
turbativa d’asta e rivelazione di segreti di ufficio per l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza della scuola elementare Sant’Agostino di Acquapendente e per i lavori di asfaltatura delle strade nelle frazioni e nel comune di Acquapendente, dopo il nubifragio del novembre 2013.

10 novembre, 2016

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