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Tribunale - Omicidio colposo - Il gip: "Il fatto non sussiste"

Muore al Belcolle, prosciolti i sette dottori

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L'ospedale di Belcolle

L’ospedale di Belcolle

Viterbo – Nessuna colpa dei dottori nella morte di un 68enne ricoverato all’ospedale di Belcolle.

Il gip Savina Poli ha prosciolto i sei medici e l’infermiere indagati per omicidio colposo, dopo la morte di un paziente nell’ottobre 2012.

L’uomo, 68 anni, originario di Isernia, era da tempo ricoverato all’ospedale viterbese per gravi problemi di salute. Prima un tumore, poi la dialisi. Trascorse i suoi ultimi giorni al Belcolle con una febbre altissima, sintomo di una grave infezione in atto.

I familiari avrebbero parlato anche di una caduta che avrebbe ulteriormente aggravato le condizioni del 68enne. Sarebbe successo in una delle sue ultime notti nell’ospedale viterbese: i sanitari lo avrebbero soccorso soltanto al mattino.

Un incidente che alla difesa dei sei medici e dell’infermiere non risulta. “Non c’è prova di questa caduta – ha sempre sostenuto l’avvocato Luigi Mancini -. Nemmeno gli altri pazienti che erano nella stanza se ne sarebbero accorti. E comunque, dall’autopsia non sono emerse contusioni o traumi riconducibili a un’ipotetica caduta”. La causa della morte del 68enne sarebbe da ricondurre a una disfunzione ai reni.

La denuncia dei familiari, costituiti parte civile al processo, fu sporta contro ignoti e ai sette dottori si risalì solo dopo l’acquisizione della cartella clinica. Per loro la procura aveva già chiesto l’archiviazione, ma il gip ordinò nuove indagine e l’imputazione coatta. Poi la perizia fatta eseguire dal medico legale Massimo Lancia, che escludeva responsabilità in capo al personale sanitario.

Ieri, infine, il proscioglimento. Perché il fatto non sussiste.


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10 novembre, 2016

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