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Inchiesta Vox populi - Acquapendente - Fabrizio Galli dopo aver appreso che l'imprenditore Mauro Gioacchini si rifiuta di truccare gli appalti lo riempie di insulti - Spunta anche un presunto "pizzino"

“Quel maiale m’ha fatto uno sgarbo…”

Operazione Vox Populi - La forestale al comune di Acquapendente

Operazione Vox Populi – La forestale al comune di Acquapendente

Operazione Vox Populi - Un commissario capo in forza al comando provinciale di Viterbo con un assistente capo della stazione locale di Acquapendente

Operazione Vox Populi – Un commissario capo in forza al comando provinciale di Viterbo con un assistente capo della stazione locale di Acquapendente

Operazione Vox Populi – La forestale al comune di Acquapendente

Operazione Vox Populi – La forestale al comune di Acquapendente

Acquapendente – “Un’altra persona che fa il mestiere mio m’ha fatto uno sgarbo. Sono incazzato”. Fabrizio Galli è su tutte le furie. L’imprenditore finito, insieme ad altre quattro persone, ai domiciliari per presunti appalti truccati nel comune di Acquapendente, ha appena scoperto che il collega Mauro Gioacchini ha osato non eseguire le sue direttive nella gestione di alcuni bandi e non ci sta a truccare gli appalti. E mentre tenta di chiamare Gioacchini per insultarlo dicendogli che è un “delinquente, porco, maiale beduino”, si sfoga con un’amica: “M’ha fatto uno sgarbo”, dice.

E’ l’aprile del 2015 e vanno rifatte le strade notevolmente danneggiate dal nubifragio del novembre 2012. Due gli appalti che stanno per uscire: uno riguardante le vie di Acquapendente, l’altro quelle delle frazioni. Il 17 aprile 2015 gli agenti del Nipaf della forestale, che da tempo stanno lavorando all’operazione Vox Populi, intercettano una conversazione tra il responsabile dell’ufficio tecnico del comune Vincenzo Palumbo e l’ex sindaco Alberto Bambini, il primo finito ai domiciliari e il secondo indagato nella stessa inchiesta. Secondo il gip Stefano Pepe, i due si sarebbero confrontati sulle ditte da invitare alla gara. “Famo cinque ditte. Pensavo: invitamo Gioacchini, Galli e Bonamici (Marco Bonamici, anche lui ai domiciliari, ndr) – avrebbe suggerito Palumbo -. Ultimamente (Bonamici gli asfalti, ndr) li fa meno, ma tanto dovemo trovà il modo de daje le strade”. Per il giudice, l’amministrazione deve compensare le spese, sostenute da Bonamici, per la realizzazione di un’opera già appaltata alla sua ditta ma che il comune non sarebbe più intenzionato a completare.

Quasi contemporaneamente alla conversazione tra Bambini e Palumbo, Galli parla con l’ex tecnico comunale Ferrero Friggi, anche lui indagato e finito ai domiciliari. L’imprenditore avrebbe detto che si sarebbe recato dall’allora sindaco “per fornirgli – come scrive il gip nell’ordinanza di custodia cautelare – personalmente l’elenco delle ditte da invitare”. Ma Friggi lo rassicura: “Jel’ho detto io. Tutti voi de qui, d’Acquapendente. I soliti: te e Gioacchini, così fate una te e una lui”. Il giorno dopo, l’imprenditore si sarebbe comunque recato da Bambini e Palumbo per precisare, sempre secondo il giudice, che da adesso in poi sarebbe stato compito suo contattare i colleghi, concordare la percentuale del ribasso e pilotare le gare. “Va bhè, ‘ste cinque. Apposto, ora provvedo io”, dice Friggi, che poi si sarebbe subito messo in contattato con Bonamici e Gioacchini. Quest’ultimo, si apprende sempre dall’ordinanza, aveva già denunciato la presunta appaltopoli ad Acquapendente. E’ proprio dalla sua querela che sarebbe partita l’intera operazione del Nipaf.

Tre giorni prima l’apertura delle buste, sarebbe spuntato anche il presunto “pizzino” dell’inchiesta. Mette nero su bianco il gip: “Galli, per timore di essere ascoltato o intercettato, scrive a Palumbo su un fogliettino i termini dell’accordo (evidentemente le percentuali concordate con le altre ditte), invitando il funzionario comunale a strappare l’appunto una volta letto”.

E’ il 18 maggio 2015, il giorno dell’apertura delle buste. E mentre Bonamici non avrebbe avanzato alcuna offerta, Gioacchini avrebbe presentato una “percentuale di ribasso superiore al 20 per cento dell’importo posto a base d’asta”. Entrambe le gare, dal valore di circa 122mila euro, vanno a Gioacchini: quella per Acquapendente con un ribasso del 24,70 per cento; quella per le frazioni del 23,60.

Venuto a conoscenza dell’esito delle gare, Galli va su tutte le furie. Inizia a chiamare e inviare una serie di violenti messaggi a Gioacchini, che non risponde. Durante l’attesa della telefonata, Galli avrebbe già iniziato a insultare: “Te vergogne eh?! Delinguente, maiale. Maiale porco. Maiale beduino”. Poi gli sms: “Maiale, spero che ti vanno tutte per le medicine”, “Ci vorrebbero tutti olandesi che ti purgano, pucciotto”. E ancora: “Ma quando m’incontri con quale faccia ti presenti, uomo di gomma? Solo i disperati si comportano così”.


La vicenda e le accuse

Gli imprenditori Fabrizio Galli e Marco Bonamici e i funzionari pubblici Ferrero Friggi, Giorgio Maggi e Vincenzo Palumbo finiscono ai domiciliari il 17 ottobre scorso, svegliati all’alba dagli agenti del Nipaf. Sono stati i forestali a condurre l’operazione Vox Populi, coordinata dalla procura di Viterbo che contesta, a vario titolo, agli arrestati i reati di corruzione, turbativa d’asta e rivelazione di segreti di ufficio.

Nel mirino degli investigatori, l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza della scuola elementare Sant’Agostino, quelli per l’asfaltatura delle strade dopo il nubifragio del novembre 2012, i lavori in somma urgenza sulla scarpata sovrastante il liceo scientifico e le autorizzazioni per la realizzazione del centro commerciale in località Cufaro. Presunti reati consumati ad Acquapendente sino alla fine del 2015.

Giovedì prossimo, 3 novembre, è stata fissata l’udienza al Riesame per discutere i ricorsi delle difese dei cinque arrestati. La decisione del tribunale della libertà potrebbe arrivare anche nella stessa giornata.

Fabrizio Galli risponde di:
turbativa d’asta e rivelazione di segreti di ufficio per l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza della scuola elementare Sant’Agostino di Acquapendente e per i lavori di asfaltatura delle strade nelle frazioni e nel comune di Acquapendente, dopo il nubifragio del novembre 2013;
corruzione per i lavori in somma urgenza sulla scarpata sovrastante il liceo scientifico di Acquapendente, in seguito a una frana;

Marco Bonamici risponde di:
turbativa d’asta e rivelazione di segreti di ufficio per l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza della scuola elementare Sant’Agostino di Acquapendente;

Ferrero Friggi risponde di:
turbativa d’asta per i lavori di asfaltatura delle strade nelle frazioni e nel comune di Acquapendente, dopo il nubifragio del novembre 2013;

Giorgio Maggi risponde di:
corruzione per i lavori in somma urgenza sulla scarpata sovrastante il liceo scientifico di Acquapendente, in seguito a una frana;

Vincenzo Palumbo risponde di:
turbativa d’asta e rivelazione di segreti di ufficio per l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza della scuola elementare Sant’Agostino di Acquapendente e per i lavori di asfaltatura delle strade nelle frazioni e nel comune di Acquapendente, dopo il nubifragio del novembre 2013.

2 novembre, 2016

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